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I dischi del 2024 secondo Angelo Leonardi
Courtesy Frank Heath
Patricia Brennan Breaking Stretch
Pyroclastic
Un album tanto variopinto e traboccante di idee da risultare entusiasmante. La vibrafonista già partner di Mary Halvorson e Matt Mitchell, pubblica un lavoro impressionante per ricercatezza formale e ricchezza di soluzioni. Un risultato ottenuto anche grazie a un settetto dalla front line stellare: il trombettista Adam O'Farrill e i sassofonisti Jon Irabagon e Mark Shim.
Jamie Baum What Times Are These
Sunnyside Records
Jamie Baum torna col suo rinnovato ensemble in un progetto di rara bellezza. Sottigliezze cameristiche, ritmi esuberanti e assoli fantasiosi (la leader al flauto, Jonathan Finlayson, Sam Sadigursky, Brad Shepik e Luis Perdomo) si fondono in ricercati arrangiamenti che portano l'album ai vertici del jazz del 2024.
Franco D'Andrea Trio Something Bluesy and More
Parco Della Musica
L'inesauribile creatività di Franco D'Andrea trova nuove modalità d'espressione in questo trio con Gabriele Evangelista e Roberto Gatto. Un percorso musicale di riflessiva profondità, che parte dal blues e si dirama a tutto campo in un intenso interplay.
Andrea Grossi Blend 3 + Jim Black Axes
We Insist! Records
La spinta avventurosa espressa nei primi dischi dal giovane trio del bassista Andrea Grossi (con Manuel Caliumi al sax contralto e Michele Bonifati alla chitarra), compie alti sviluppi creativi nella collaborazione col batterista Jim Black. Un blend tanto rigoroso nella parti scritte quanto appassionante negli interventi solisti.
Fred Hersch Silent, Listening
ECM Records
Una nuova gemma in solitudine del pianista che più di ogni altro ha colmato il vuoto lasciato da Bill Evans. Raffinatezza e lucidità si fondono anche in questo disco immaginifico, impregnato di profondo lirismo anche nei percorsi dove l'improvvisazione si fa più libera e astratta.
Vijay Iyer, Linda May Han Oh, Tyshawn Sorey Compassion
ECM Records
Un'altra pagina esaltante di questo piano trio, in una sintesi magistrale che si snoda tra ricerca e spontaneità.
Brian Landrus Plays Ellington & Strayhorn
Palmetto Records
Il songbook ellingtoniano riletto privilegiando la timbrica grave, con gli strumenti di cui Landrus è specialista, principalmente il sax baritono e il clarinetto basso. L'attrattiva non si limita agli aspetti timbrici: il rispetto dei profili melodici e le orchestrazioni portano a un risultato sontuoso, ricco di profondità e mistero.
Jihye Lee Infinite Connections
Motéma Music
La bandleader coreana è tra i massimi talenti emersi nella scena orchestrale statunitense dell'ultimo decennio. In questo terzo album evidenzia un significativo passo avanti nelle sintesi tra le proprie radici musicali e il jazz orchestrale moderno. Quadri lirici ed episodi tumultuosi creano un flusso palpitante e variopinto da cui emergono le migliori individualità: Ambrose Akinmusire, David Smith, Dave Pietro, Adam Birnbaum, Ben Kono).
Roberto Magris Europlane for Jazz Freedom Is Peace
JMood Records
È un grande piacere assistere dopo vent'anni al ritorno del progetto Europlane di Roberto Magris. Fondato dal pianista triestino nel 1998 per avvicinare musicisti di varie nazioni europee, oggi è quanto mai attuale in un continente attraversato da divisioni e conflitti. Straight-ahead jazz incisivo e coinvolgente, con fresche melodie, interscambi serrati e solisti in stato di grazia.
Adam O'Farrill HUESO
FOOD Records
A capo del quartetto Stranger Days, il magistrale giovane trombettista presenta un altro album di sorprendente ricchezza. Mature composizioni si snodano con alto senso della forma e timbri radiosi in pieno accordo col taglio innovativo del suo stile.
Tomeka Reid 3+3
Cuneiform Records
Ancora un album straordinario, dove la sperimentazione non esclude superbe melodie e ritmi contagiosi. Tomeka Reid ha riportato il violoncello al centro della Great Black Music, collaborando con i nomi più innovativi del millennio, da Nicole Mitchell a Makaya McCraven, da Rob Mazurek a Jaimie Branch. La nuova incisione del suo quartetto (Mary Halvorson, Jason Roebke e Tomas Fujiwara) conferma la pregnanza del precedente Old New spingendo l'innovazione verso composizioni estese e un intenso interplay (anche elettrico) con Mary Halvorson.
Immanuel Wilkins Blues Blood
Blue Note Records
La musica del prodigioso sassofonista acquisisce nuovi colori e rinnova il rapporto con la tradizione. Ne risulta un terzo album maestoso, prodotto da Meshell Ndegeocello e arricchito da molte voci femminili, tra cui Cecile McLorin Salvant. Ispirato a un episodio di razzismo si snoda in una riflessione quasi estatica, intrisa di blues e gospel.
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