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Dave Holland: Freedom Call
Una celebrazione che offre nuovi e avvincenti esempi delle doti di compositore e leader del magistrale contrabbassista. Doti maturate già all'inizio degli anni Ottanta con il quintetto comprendente Steve Coleman, Kenny Wheeler e Julian Priester, e sviluppate da allora attraverso una successione di formazioni dalla forte identità. Holland ha costruito un approccio ritmicamente propulsivo a un modern mainstream di stampo mingusiano, sempre in equilibrio tra le libertà del post-free e le forme della tradizione afroamericana e del bebop.
Una musica ricca di sorprese, dove l'improvvisazione riveste un ruolo centrale attraverso travolgenti interventi solistici. Le formazioni guidate da Holland in oltre quarant'anni sono state altrettanti laboratori per costruire esperienze musicali condivise con musicisti particolarmente affini, capaci di muoversi con grande empatia nell'esplorazione di nuovi percorsi. Inutile ricordare i numerosi riconoscimenti di pubblico e critica.
Sextet: Unity
Nelle note di copertina Holland presenta i tre capitoli del cofanetto a partire da Unity, una raccolta di esibizioni dal vivo del sestetto che nel 2007 aveva registrato Pass It On. Holland aveva affiancato al longevo quintetto una formazione nuova, confermando Robin Eubanks al trombone e coinvolgendo il sax contralto Antonio Hart e il trombettista Alex Sipiagin, provenienti dalla sua big band. La novità più evidente era l'ingresso del pianista Mulgrew Miller, accanto al batterista Eric Harland. La presenza del pianoforte modificava sensibilmente la tavolozza del gruppo, introducendo una dimensione armonica e timbrica diversa da quella del quintetto con Steve Nelson al vibrafono. Come Holland sottolinea nelle note di copertina "Ero un grande estimatore di Mulgrew Miller e, sebbene avessimo suonato insieme qualche volta, avevo sempre desiderato fare di più con lui; così lo invitai a unirsi a noi."Il sestetto debuttò al Birdland nel 2006 e proseguì poi l'attività concertistica negli anni successivi. L'attuale selezione live non è naturalmente una semplice riproposizione di Pass It On: comprende tre brani che non figuravano nell'album ("Step to It," "Ebb and Flow" e "Mr B") e permette agli altri di svilupparsi in direzioni nuove, più esuberanti ed estese. Ne sono esempi la versione live di "Lazy Snake," con i due lunghi e avvincenti assoli di Sipiagin e Hart, e la sequenza mozzafiato di fours in "Fast Track." Sarebbe stato bello avere anche una versione live di "Rivers Run," il brano più innovativo dell'incisione in studio.
Quintet: Synergism
Il quintetto ha rappresentato l'organico più duraturo guidato da Holland e uno dei più riconoscibili della sua carriera. Conclusa nel 1987 l'esperienza del primo quintetto con Coleman e Wheeler, Holland guidò due quartetti tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, incidendo Extensions e Dream of the Elders, per poi formare il quintetto che sarebbe rimasto attivo, attraverso alcuni cambiamenti di organico, fino al 2010 pubblicando album come Prime Directive, Not for Nothin', Extended Play/Live at Birdland e Critical Mass.«Il quintetto presente in questa registrazionescrive Hollandsi è formato nel 1997 e ha fatto tournée fino al 2010. Tutti i membri della band erano musicisti con cui avevo già suonato prima della formazione del gruppo. (...) Il quintetto è diventato un terreno fertile per la crescita e lo sviluppo musicale di tutti noi, sia come musicisti che come compositori. C'era molta affinità tra noi a livello musicale, ma anche una sana diversità di idee, il che ha fatto sì che il tutto fosse molto più della somma delle sue parti. Ecco perché ho intitolato questo album Synergism. (...) Volevo composizioni che fornissero struttura e direzione, consentendo al contempo a ogni musicista la libertà e l'opportunità di esplorare appieno le proprie idee creative e la propria individualità musicale».
L'organico ebbe alcune modifiche nel corso degli anni. Quello di Synergism vede il gruppo nella sua formazione matura, con Robin Eubanks al trombone, Chris Potter al sax tenore e soprano, Steve Nelson al vibrafono e marimba e Nate Smith alla batteria. Le registrazioni, effettuate nel 2010, presentano il quintetto in una fase avanzata del suo percorso, mentre rilegge brani da Critical Mass e dal repertorio successivo. Esecuzioni dalle metriche cangianti e dai ritmi asimmetrici si sviluppano in forme ora sinuose ora convulse, in un'avventurosa miscela di mainstream e avanguardia: una musica complessa che i cinque fanno apparire fresca e coinvolgente. Holland alterna l'incisiva spinta ritmica di stampo mingusiano a pregevoli interventi personali.
Il percorso inizia con "Pathways," composizione che Holland aveva affidato all'ottetto nell'omonimo album del 2010 e che qui viene riletta dal quintetto. Rispetto alla versione orchestrale dell'ottetto, il brano è più conciso e caratterizzato dai lunghi e appassionanti assoli di Potter e Holland. Tutte le composizioni hanno una chiara identità melodica e sviluppano soluzioni sorprendenti: dialoghi che si intrecciano e si disallineano costantemente, diffuse frammentazioni ritmiche, magnetici interventi solisti, in particolare quelli di Chris Potter al sax tenore. Tra i momenti più fantasiosi ed esaltanti, "The Eyes Have It," "Full Circle" e "Souls Harbor."
Prism: Freedom
Nato nel 2012 come gruppo cooperativo con il chitarrista Kevin Eubanks, il pianista/tastierista Craig Taborn e il batterista Eric Harland, il quartetto Prism ha pubblicato nel 2013 l'omonimo album, evidenziando un chiaro mutamento, soprattutto timbrico e ritmico, rispetto ai precedenti dischi da leader del bassista. Prism è una band elettrica di forte impatto, capace di attualizzare il jazz rock di John McLaughlin (quello di Extrapolation e della prima Mahavishnu Orchestra) e alcune intuizioni dei Weather Report, senza rinunciare a momenti di maggiore apertura e a atmosfere più serene.Molte semplificazioni hanno ricondotto la musica al termine fusion, trascurando l'originalità di una proposta sofisticata, comunque profondamente legata alle radici estetiche del jazz. «Durante le esibizioni dal vivo scrive ancora Holland nelle notele scalette erano strutturate in modo piuttosto libero rispetto alle composizioni scritte, il che permetteva una grande libertà e spontaneità nell'interpretazione. Introduzioni e transizioni variavano da un'esibizione all'altra e spesso venivano create sul momento intere sezioni inedite. I brani di questo album catturano parte di quello spirito libero e sono stati tratti da performance del 2014».
La scaletta è ridotta a soli cinque brani, ma quattro si estendono tra i 16 e i 18 minuti, evidenziando le capacità esplorative della formazione: lunghi assoli, timbriche ricercate e soluzioni d'ampio respiro disegnano percorsi sempre nuovi e sorprendenti. L'inedito brano finale "Confirmation Bias" è una micidiale sequenza di tensioni hendrixiane e distensioni cameristiche, dove spicca la fantasiosa relazione tra Eubanks e Taborn. Per chi ama questa formazione, Freedom è un ascolto irrinunciabile.
Album della settimana.
Track Listing
Sextet: Step to It; Fast Track; Ebb and Flow; Lazy Snake; Sum of All Parts; Mr B; Modern Times / Quintet: Pathways; Easy Did It; Souls Harbor; Veil of Tears; The Eyes Have It; Full Circle / Prism: A New Day; Choir; Evolution; The Empty Chair; Confirmation Bias.
Personnel
Dave Holland
bassAntonio Hart
saxophone, altoAlex Sipiagin
trumpetRobin Eubanks
tromboneMulgrew Miller
pianoEric Harland
drumsChris Potter
saxophone, tenorSteve Nelson
vibraphoneNate Smith
drumsKevin Eubanks
guitarCraig Taborn
pianoAdditional Instrumentation
Sextet - Dave Holland: bass; Antonio Hart: alto sax; Alex Sipiagin: trumpet, flugelhorn; Robin Eubanks: trombone; Mulgrew Miller: piano; Eric Harland: drums. Quintet - Dave Holland: bass; Chris Potter: saxophone (soprano, tenor); Robin Eubanks: trombone; Steve Nelson: vibraphone, marimba; Nate Smith: drums. Prism: - Dave Holland - bass; Kevin Eubanks: guitar; Craig Taborn: piano, electric piano; Eric Harland: drums.
Album information
Title: Freedom Call | Year Released: 2026 | Record Label: Edition Records
About Dave Holland
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