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Tyshawn Sorey: Members... Don't!

Angelo Leonardi By Angelo Leonardi

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La statura artistica di Tyshawn Sorey non s'evidenzia solo strumentalmente, con i leader più innovativi del jazz contemporaneo. Da oltre un decennio il batterista mostra nei suoi organici alte doti progettuali, interpretando in modo personale anche composizioni di altri autori. Accade anche nel recente The Susceptible Now (Pi Recordings, 2024) dove dilata e riformula in trio "Peresina" di McCoy Tyner e la mingusiana "A Chair in the Sky."

Quando nel 2024 gli è stato commissionato dal Winter Jazzfest di New York di celebrare il centenario della nascita di Max Roach, Sorey ha pensato di reimmaginare Members, Don't Git Weary, un album di Roach del 1968, legato alle lotte degli afroamericani per i diritti civili.

«Inizialmente ho avuto qualche difficoltà a guardare al passato—ha dichiarato in un'intervista a postgenre.org -Ma più riflettevo, più mi chiedevo cosa avrebbe detto Max Roach riguardo al progetto, se fosse vivo oggi. (...) Una cosa è certa: non farebbe le stesse cose di sessant'anni fa, quindi ho considerato che l'intento del progetto non è quello di copiare qualcosa né cercare di compiacere il pubblico ma fare qualcosa di personale».

Il risultato è un esplosivo e avventuroso percorso, che si collega al clima furente del jazz di metà anni sessanta, riformulato in modo personale: i brani del disco di Roach sono ampiamente dilatati, non sono eseguiti nell'ordine originale e sono incisi dal vivo per conservare la potente carica espressiva.

Le quattro serate alla Jazz Gallery di New York dovevano preparare l'incisione in studio ma riascoltando i nastri è nata in Sorey la consapevolezza di non poter replicare lo stesso livello di energia, lo stesso spirito, lo stesso flusso di coscienza.

Members...Don't! si sviluppa come una suite, in un continuum narrativo esaltante, che fa venire in mente opere come Ascension di Coltrane o The Black Saint and the Sinner Lady di Mingus. Gran parte del merito va all'apporto straordinario di Adam O’Farrill alla tromba, Mark Shim al sax tenore, Lex Korten al pianoforte, Tyrone Allen II al contrabbasso e della cantante Fay Victor nell'ultimo brano.  

L'album inizia con "Abstrusions," come nel disco di Roach, ma le coordinate stilistiche sono diverse: il marcato e ossessivo clima funk dell'originale è sostituito da un percorso multiforme, in cui troviamo un lungo dialogo astratto tra tromba e piano, e un tumultuoso intervento di sax tenore, che confluisce in una brevissima citazione del tema di Stanley Cowell.

Negli altri brani prevale la sintesi tra mainstream avanzato e free, con gli avvincenti assoli di O'Farrill e Shim e l'interattiva spinta percussiva e poliritmica dei partner. La title track è collocata da Sorey in conclusione: «Per me rappresenta l'apice dell'album originale -dice nelle note-una dichiarazione diretta e audace, rilevante per la sua epoca e per il presente». I punti di contatto tra la lontana invocazione Andy Bey su un testo degli schiavi e la versione attuale sono evidenti: alta profondità emotiva di Fay Victor e un esaltante dialogo improvvisato voce/sax fino al magnetico collettivo free che conclude. Un album esaltante, assolutamente consigliato.

Album della settimana.

Track Listing

Abstrusions; Effi; Absolutions; Equipoise (pt. 1); Equipoise (pt. 2); Libra; Members, Don't Git Weary.

Personnel

Additional Instrumentation

Tyshawn Sorey: arrangements; Adam O’Farrill: electronics.

Album information

Title: Members... Don't! | Year Released: 2026 | Record Label: Pi Recordings


About Tyshawn Sorey

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