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Randy Weston: Brooklyn, Africa e ritorno

Ludovico Granvassu By

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RW: La musica è il primo linguaggio che l'uomo impara. Molte persone non se ne rendono conto. La musica è un linguaggio universale, un linguaggio che tutti noi possiamo capire. Se uno parla in inglese, spagnolo o italiano può comunicare solo con le persone che conoscono quelle lingue. Per la verità, certe volte, si ha difficoltà a capire persino le persone che parlano la nostra stessa lingua: capisci cosa dicono ma non quello che intendono. Con la musica, invece, puoi andare ovunque nel mondo e riuscire a comunicare. È per questa ragione che la musica costituisce una forma d'arte sacra. La musica è la regina di tutte le forme d'arte. È proprio in questo modo che io concepisco la musica. Dico sempre alla gente: "Questo è un linguaggio." Anzi è il linguaggio più importante. La musica ha il potere di guarire, di pacificare. Ho viaggiato in Africa, in Europa, in Medio Oriente, in Sud America, in Asia... in tantissimi luoghi... e la musica è il linguaggio attraverso il quale la gente mi conosce e, grazie ad essa, ho fatto tante amicizie, in ogni angolo del mondo."

Durante la sua permanenza accademica ad Harvard, Randy Weston ha voluto concentrare l'attenzione sugli arrangiamenti delle sue musiche preparate dalla compagna Melba Liston. Una delle pochissime donne ad essersi imposta in quegli anni nel mondo del jazz non come cantante ma come strumentista, suonando uno strumento ancora oggi molto popolare tra le musiciste, il trombone. Unica donna ad aver suonato nei gruppi di Gerald Wilson, Dizzy Gillespie e Quincy Jones spesso e volentieri agiva anche da arrangiatrice per i gruppi nei quali suonava. Probabilmente perché amareggiata dalle delusioni inflittele da un mondo musicale che ha colpevolmente sottovalutato le sue grandi doti musicali, la Liston decise di dedicarsi al cinema (la si può notare nel polpettone hollywoodiano "I dieci comandamenti"). Poco dopo, tuttavia, l'amore per la musica ebbe il sopravvento e la Liston tornò al jazz unendosi al gruppo di Dizzy Gillespie. Fu proprio in seno a questo gruppo che Randy Weston la incontrò per la prima volta al leggendario Birdland. Il gruppo di Gillespie proprio quella sera stava eseguendo un arrangiamento della Liston di un brano di Randy Weston. L'incontro non poteva accadere in una circostanza migliore.

RW: Grazie a Melba Liston sono stato capace di dare il meglio di me stesso dal punto di vista musicale. Fra di noi c'era una intesa magica. È difficile spiegare come e perché, ma era così. Forse perché era una donna e quindi aveva una sensibilità più spiccata, poteva scrivere un arrangiamento oppure comporre un pezzo per me... e quando lo suonavi sembrava che l'avessi scritto io...

Melba Liston ha composto gli arrangiamenti per il concerto di Randy Weston con la Harvard Jazz Band con l'ausilio di un computer dal letto sul quale ha trascorso l'ultima parte della sua vita a causa di un grave incidente che l'ha immobilizzata. Uno dei momenti più toccanti del concerto è stato proprio quello nel quale il gruppo ha interrotto il concerto per salutare la Liston attraverso le telecamere che stavano riprendendo l'evento. La Liston sarebbe morta poche settimane più tardi.

Il concerto ha avuto una grande riuscita. La Harvard Jazz Band ha suonato in maniera fresca e convincente mettendo in risalto alcuni promettenti musicisti come la pianista Annie Durston (esibitasi in un accattivante assolo-sfida con il maestro Weston) e Elizabeth Dotson-Westphalen, una trombonista che rendeva l'omaggio a Melba Liston ancora più riuscito. Weston ed i due componenti del suo trio, l'ottimo sassofonista Talib Kibwe ed il percussionista Neil Clarke, si sono uniti alla giovane orchestra con l'entusiasmo e la simpatia dei fratelli maggiori. Era impossibile, tuttavia, non riflettere sul fatto che la musica di Randy Weston fosse interpretata da una orchestra con un solo musicista di colore in un teatro che conserva intatte vestigia del passato coloniale e segregazionista... ma forse la grandezza di Randy Weston sta proprio nella sua capacità di far comunicare mondi e culture diversi, al di là di ogni differenza di colore, razza o cultura.

Foto: Roberto Cifarelli

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