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Steph Richards Supersense al Carambolage di Bolzano

Steph Richards Supersense al Carambolage di Bolzano

Courtesy Clara Pereira

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Steph Richards Supersense Quartet
Carambolage
Bolzano
28.11.2022

Presentato nel terzo album da leader della trombettista statunitense Steph Richards, Supersense è un progetto basato sulla relazione tra stimoli olfattivi e sonori. L'idea, la scintilla creativa nasce dalla reciproca connessione dei sensi, dalle suggestioni che ne scaturiscono in una dimensione sinestesica che spesso ha sollecitato il mondo della letteratura, delle arti figurative, della musica.

Il progetto è stato portato in concerto al Piccolo Teatro Carambolage di Bolzano, da un quartetto in parte diverso rispetto a quello impiegato per la registrazione. Mentre là comparivano Jason Moran al pianoforte e Kenny Wollesen alla batteria, in questo caso il quartetto che girava l'Europa, proveniente da esibizioni in Germania, vedeva accanto alla tromba e flicorno della leader e al basso elettrico di Stomu Takeishi, la presenza di due giovani già apprezzati sulla scena newyorkese, quali il pianista Joshua White e il batterista Max Jaffe. Il peso specifico sonoro ed energetico del progetto si presentava in questo frangente più granitico, materico, erano ridotte e quasi eliminate le sfumature dinamiche del lavoro su CD, a favore di un impatto di forte saturazione.

La batteria di Jaffee martella con costante risolutezza, con atteggiamento di carattere post-punk sperimentale, e il pianoforte di White privilegia l'approccio percussivo, in ondate che non risparmiano un'energia di forte carica espressionista, con riferimenti che fanno pensare a Cecil Taylor e Don Pullen. Dove l'Africa non compare certo come la cartolina a cui ci stanno abituando certi orientamenti oggi frequenti. A questo climax il basso di Takeishi si adegua con grande varietà timbrica e dinamica, con lo spirito sperimentatore che gli è proprio, dispiegando campiture ampie e crude, spettri sonori più che pulsazioni.

La stessa leader espande il carattere sperimentale del suo operato, insistendo sui suoni impuri dei propri strumenti, sugli effetti percorsi da brontolii, gorgoglii strozzati, soffi plasmati in costante metamorfosi. Se la proposta concede poco alle sfumature e si sviluppa prevalentemente su una densa saturazione sonora, gli stimoli affollano la musica e la leader mostra di controllare e spronare con inesauribile vitalità e convinzione l'accadere della musica. Spesso la sua gestualità evoca la prassi della Conduction ispirata a Lawrence "Butch" Morris. La sfida è l'atteggiamento che tutti i musicisti condividono e affrontano con determinazione e convinzione. Richards ha evidentemente tante cose da dire, forte di una serie di stimoli che attingono ai contatti con Henry Threadgill, Anthony Braxton e Butch.

È una personalità certamente da tenere in considerazione, da seguire nelle sue prossime avventure.

Foto di repertorio.

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