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Max Trabucco: Convergence

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L'idea guida di Convergence, ultimo disco del batterista Max Trabucco, è espressa già nel titolo: far convergere le linee dei quattro strumenti monofonici, sovrapponendole e sommandone le possibilità armoniche. E che questa sia l'idea si coglie tangibilmente nella musica, ascoltando quanto siano ridotti, e comunque sempre funzionali al suono d'assieme, gli assoli dei quattro musicisti, come procedano sempre assieme la batteria del leader e il contrabbasso di Federica Michisanti, come si affianchino, anche nei momenti in cui suonino su altezze diverse o si alternino in un discorso di gruppo, il trombone di Federico Pierantoni e il sax contralto di Manuel Caliumi.

Interessante che i poco più di quaranta minuti di musica siano aperti e chiusi dai brani più dinamici e in certa misura più tradizionali: il primo, "Key," ruota attorno a un frizzante riff danzante che lascia spazio ad ampie variazioni dei singoli; l'ultimo, "Ascendant," è anche il solo a non essere della penna di Trabucco (è una composizione di Elvin Jones) e funziona nello stesso modo, valorizzando però più degli altri gli assolo, del leader e della Michisanti, in particolare. Ma già nel brano eponimo, con una calda introduzione del contrabbasso, si svela il progetto narrativo della "convergenza": mentre batteria e contrabbasso spingono affiancati, trombone e sax descrivono il tema in modo sinergico, ma anche disgiunti nelle forme espressive e nelle altezze, poi si scambiano l'improvvisazione, anche qui l'uno su note lunghe e meditate, l'altro su fraseggi nervosi e frammentati, sempre rimanendo ciascuno sotto l'altro in accompagnamento. Ne vien fuori un procedere altero e quasi eroico, ma frastagliato timbricamente e ricchissimo armonicamente.

La sinergia dei fiati si ripete nel breve "Looking for Something," ove trombone e sax contralto si fronteggiano dialogicamente, da soli, mentre "Serendipity" è un'improvvisazione di gruppo incastonata in un tema secco e dinamico. "Quiet" è tra gli acuti del lavoro: aperto e poi accompagnato da un dolce arpeggio di Michisanti, vede un bel tema lirico prima descritto dal trombone, poi portato avanti dai due fiati con stilemi diversi, quindi reinterpretato dal contrabbasso —e qui Michisanti sembra Charlie Haden—sull'unisono dei fiati, infine, sotto la vigile direzione di Trabucco dalla batteria, di nuovo ripreso dai fiati, che ne alzano tempi e dinamica, sviluppandone lo struggente mood. Magistrale.

"Evidology," come da titolo, è un piacevole intervallo in cui si rilegge a proprio modo il bebop, occasione per Pierantoni e Caliumi di sfoggiare le rispettive abilità anche su stilemi diversi. "Prayer for Peace" è invece un altro dei momenti alti dell'album ed è di nuovo aperto da un solo di Michisanti, che poi è prima affiancata da Caliumi, quindi anche da Pierantoni e Trabucco nella lunga narrazione del tema, nostalgico e leggermente dolente; i due fiati intrecciano poi due improvvisazioni, ancora una volta con modalità assai diverse e aprendo l'un l'altro piccoli spazi, senza però mai lasciarsi del tutto, fino alla bella conclusione che torna al tema microvariato. Anche qui, Magistrale.

La breve "Human Can't" vive ancora una volta dell'unisono disgiunto dei due fiati, ai quali qui è soprattutto la batteria a fare sfondo, in un clima onirico che contrasta con la già citata, danzante "Ascendant," che chiude un lavoro eccellente.

Suonato in modo magnifico da tutti e quattro i protagonisti, del resto tra i nostri migliori "emergenti," vario nelle atmosfere, costruito in modo singolare e interessante, con alcuni momenti davvero di altissimo livello, Convergence è l'ennesima prova maiuscola del nostro spesso sottovalutato e invece brillantissimo jazz italiano.

Album della settimana.

Track Listing

The Key; Convergence; Looking for Something; Serendipity; Quiet; Evidology; Prayer for Peace; Humans Can’t; Ascendant.

Personnel

Manuel Caliumi
saxophone, alto
Federica Michisanti
bass, acoustic

Album information

Title: Convergence | Year Released: 2025 | Record Label: Abeat Records

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