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Kubri: Due

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Il termine Kubri, in arabo, significa "ponte," ed è per questo stato scelto come nome per la loro formazione dai quattro musicisti piacentini che danno vita a questo album: perché la loro musica vuol essere un ponte tra molteplici tradizioni diverse, da quella jazzistica a quella araba, passando per il folk, la ricerca, la contemporanea. La disposizione strumentale è apparentemente piuttosto classica, con due chitarre, un contrabbasso e una batteria, ma il modo in cui gli strumenti sono organizzati, l'alternarsi del contrabbasso al clarinetto basso e l'ampliarsi dell'organico in alcune tracce fa sì che gli esiti lo siano meno di quanto si potrebbe immaginare.

In primo luogo va sottolineato come la musica sia incentrata sul contrabbasso di Nicola Perricone: è lui infatti che detta le linee della trama sonora. In alcuni casi ciò accade con molta autorevolezza: in "Bolsa de gatos" il suo riff potente, dalla cavata slabbrata, conduce tutto il brano; in "Saint Guinefort," nel quale è però affiancato e rafforzato dalla batteria di Vittorio Solinas; nel conclusivo "Esche vive," dove porta avanti gran parte della affascinante narrazione. Altrove il suo intervento è più soffuso, ma comunque direttivo —come nell'avvio del brano d'apertura, "Amado mio," all'archetto —, oppure s'intreccia con i suoni delle due chitarre, conservando tuttavia una dominanza timbrica —qui si ascoltino "Gorino," "Il pleut a paimpol" o "Asa nisi masa."

Le chitarre di Andrea Cravedi e Riccardo Cavicchia oscillano tra tessiture vagamente prog —"Amado mio"—altre più classiche, con sfumature latine e arabeggianti, e altre ancora più sperimentali, specie laddove è più presente l'uso dell'elettronica, "Il pleut a paimpol." Un po' sorprendentemente, il loro ruolo è però solo in parte di tipo narrativo, mentre più spesso quello di disegnare una colorata corona attorno alla scura e solidissima materia sonora apportata dal contrabbasso e dalla batteria.

Discorso a sé per "Spinasanta," nel quale Perricone passa al clarone e Sergio Piva si aggiunge con il clarinetto: le ance diventano così protagoniste, sulla insistita pulsazione della batteria, mentre le chitarre svolgono il loro solito lavoro di narrazione a latere, che funge da raffinato abbellimento del quadro sonoro.

Un lavoro originale, nel solco della tradizione lirico-narrativa, ma anche sorprendente negli equilibri strumentali, immediato nella fruizione, ma ricco di dettagli interessanti.

Track Listing

Amado mio; Bolsa de gatos; Spinasanta; Saint Guinefort; Gorino; Asa nisi masa; Il pleut a paimpol; Esche vive.

Personnel

Andrea Cravedi
guitar, electric
Nicola Perricone
bass, acoustic
Riccardo Cavicchia
guitar, electric
Additional Instrumentation

Andrea Cravedi: acoustic guitar, saz; Nicola Perricone: bass clarinet; Sergio Piva: clarinet (on “Spinasanta”); Giovanni Baffi: vibraphone (on “Saint Guinefort”).

Album information

Title: Due | Year Released: 2024 | Record Label: Aut Records

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