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Emanuele Parrini Animal Farm al Pinocchio di Firenze
Courtesy Annamaria Lucchetti
Pinocchio Live Jazz
Firenze
14 febbraio 2026
Era un po' di tempo che Emanuele Parrini non saliva sul palco fiorentino del Pinocchio Live Jazz, lui che quando abitava a Firenze lo frequentava regolarmente anche da appassionato; giusto quindi che l'occasione fosse la presentazione del suo ultimo lavoro, Animal Farm, del quale abbiamo già scritto e nel quale allarga la sua storica formazione con l'ingresso di Piero Bittolo Bon e Domenico Caliri, dando alla propria musica nuove sfumature e dimensioni.
In concerto la formazione ha ancor più evidenziato questa mutazione, un po' perché l'ampliamento dei brani, frutto del contesto dal vivo, ha concesso maggiore libertà ai solisti, un po' perché si percepivano anche visivamente i legami tra i vari suoni e le dinamiche delle transizioni. Degli ampliamenti si sono avvalsi soprattutto il leader, che si è lanciato in assoli più lunghi ed elaborati, mescolando come suo solito fraseggi frammentati e astratti a passaggi più intensi e fortemente coinvolgenti, e Bittolo Bon, che passando dal sax baritono ai flauti cambiava totalmente la scena sonora della formazione. Caliri, dal canto suo, pur producendosi in alcuni assoli di forte impatto, ha inciso soprattutto sul colore complessivo del suono, lavorando continuamente tra le righe, con un corposità variabile che lo faceva ancor più caratterizzare i timbri.
Il repertorio era ovviamente quello del disco, brani perlopiù di Parrini ma anche ripresi da alcuni suoi storici collaboratori, assemblati in modo da essere una personale riflessione in più parti sul libro di George Orwell che presta il titolo all'album: prolusioni elaborate, su atmosfere e dinamiche cangianti, nelle quali trovavano spazio eco della musica politica anni Settanta, spezzoni di free, screziature di elettronica e persino qualche momento "esotico," come quando Bittolo Bon ha suonato lo shakuachi. Eccellente il lavoro della ritmica, con la batteria di Andrea Melani sempre opportuno anche se poco protagonista e il contrabbasso di Giovanni Maier che si è invece ritagliato spazi per alcuni dei superbi assoli di cui è maestro indiscusso.
Gioia assoluta per il foltissimo pubblico del Pinocchio, che aveva davanti dei beniamini e che ha molto apprezzato la musica, richiamando più volte i musicisti in sala.
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