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U.T. Gandhi: Farewell Dance

Neri Pollastri By Neri Pollastri

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Per chi conosceva il batterista, percussionista, musicista elettronico e compositore U.T. Gandhi, ascoltare questo suo disco, uscito lo scorso anno, scatena sensazioni forti e contrastanti: bello, singolare e molto personale, questo primo lavoro in solo della sua più che quarantennale carriera, dopo la sua scomparsa nel sonno il 10 agosto scorso appare adesso, per molte ragioni, quasi il lascito con cui ha voluto congedarsi ed essere ricordato.

Nato a Osoppo il 17 aprile 1960, U.T.G., come molti lo chiamavano, era non solo un eccellente musicista con grandi collaborazioni —da Enrico Rava, nel suo gruppo più longevo, l'Electric Five, fino ad artisti dell'etichetta ECM come Dino Saluzzi e Anja Lechner —ma anche e soprattutto una persona di grande umanità e straordinaria disponibilità. Quando lo avevamo intervistato, poco dopo il suo cinquantesimo compleanno, in occasione del quale uscì anche la sua biografia U.T. Gandhi -Diario di un autodidatta, lo avevamo definito musicista "glocale", perché la sua attività era intensa a livello tanto locale, quanto internazionale: molta della sua attività si è infatti svolta nelle sue terre d'origine, sia promuovendo giovani musicisti locali (nel 2009 con Travellers aveva lanciato artisti oggi affermati a livello nazionale), sia varando attività sociali, basti pensare al lungo progetto musicale con i detenuti e alla fondazione della Discoteca Regionale del Friuli Venezia Giulia, che ha sede nella sua città. Una personalità che si percepisce anche in questo Farewell Dance, caleidoscopio di ispirazioni realizzato con musicisti friulani e italiani a lui cari e caratterizzato da una cifra artistica tutta sua.

Si tratta di un disco piuttosto lungo, settantotto minuti di musica suddivisa in ben sedici brani, quasi tutti originali a parte quattro composizioni del suo mito, Joe Zawinul, e di "Milestones," di Davis e dedicato al musicista cui era più legato e riconoscente, Rava. È un disco in cui compaiono ben nove ospiti speciali, alcuni dei quali in più tracce, come nel caso di Michele Rabbia, il collaboratore di una vita Nevio Zaninotto e la giovane cantante compaesana Federica Copetti. U.T.G. vi suona ovviamente batteria e percussioni, ma anche pianoforte, Fender Rhodes, basso elettrico, tastiere, vocoder, sampler, loops e live electronics, dando vita a scenari sonori arricchiti dagli ospiti, assenti solo in tre brani.

La cifra, come accennato, è molto personale, anche se fortemente ispirata da Zawinul, per tutta la vita il faro che illuminava la via artistica di U.T.G., fiero di averlo conosciuto e di aver stretto con lui un'amicizia: fusione di percussioni ed elettronica, con campionamenti di suoni e voci provenienti da culture e aree geografiche più diverse, così come multiculturali sono le ispirazioni delle composizioni originali. Zawinul torna un po' dappertutto nelle atmosfere, con il jazz che fa sempre capolino dietro all'elettronica, e due volte esplicitamente negli omaggi dei brani di U.T.G., "Zawinul's Spirit Lives" e "Remembering Joe." Gli ospiti donano ciascuno qualcosa di importante: Danilo Gallo fraseggia liricamente al basso elettrico nel primo brano, così come Massimo De Mattia al flauto in "Dance for Palmira" e Denis Biason all'oud nella conclusiva title track; Zaninotto fa ottimamente le veci di Wayne Shorter al soprano nelle zawinuliane "Badia" e "In a Silent Way"; Rabbia, la Copetti, Paolo Corsini e Rudy Fantin al Fender Rhodes, Maurizio Tatalo alla voce, quando presenti, contribuiscono al mobile e vivace tessuto sonoro che dà vita ai colorati arazzi disegnati da U.T.G. I quali raccontano la sua vita e la sua persona, evocando scenari immaginari, eterei e sereni, che anche per questo contribuiscono a dare al lavoro il senso di un commiato.

Quest'ultima impressione è infine rafforzata dal libretto che accompagna il disco, aperto da uno scritto di Gandhi che lo presenta come un diario di ricordi dei quarant'anni di vita artistica e seguito da quelli di ben diciassette amici, ora colleghi, ora persone che aveva incontrato e con cui aveva stretto amicizia, l'ultimo dei quali è Stefano Amerio, amico fraterno ben prima che collaboratore discografico, secondo il quale il disco contiene "l'anima di U.T. Gandhi." Testimonianze, le loro, che adesso hanno un sapore amaro, ma che provano una volta di più, se ce ne fosse bisogno, lo spessore artistico e umano di una persona che ci mancherà moltissimo.

Album della settimana.

Track Listing

Os - Opum; Badia; The Last Pilgrim in Rosazzo’s Abbey; Santa Colomba’s Cave; Music for the World; Far East Tribes; Second Sunday in August; Infinite Searcher; Remembering Joe; Curandero En Salta; Last Boogie Woogie; Dance for Palmira; Milestones; Zawinul’s Spirit Lives; In a Silent Way; Farewell Dance.

Personnel

Danilo Gallo
bass, acoustic
Nevio Zaninotto
saxophone, alto
Michele Rabbia
percussion
Rudy Fantin
organ, Hammond B3
Denis Biason
guitar, electric
Additional Instrumentation

U.T. Gandhi: piano, Fender Rhodes, electric bass, keyboards, vocoder, sampler, loops, live electronics; Danilo Gallo: electric bass (1); Federica Copetti: vocals (1, 3, 4, 11, 14); Paolo Corsini: Fender Rhodes (2, 4); Nevio Zaninotto: saxophone (soprano) (2, 4, 7, 15); Michele Rabbia: percussions (2, 6, 10, 15); Maurizio Tatalo: vocals (3, 4); Massimo De Mattia: flute (12); Rudy Fantin: Fender Rhodes (13); Denis Biason: oud (16).

Album information

Title: Farewell Dance | Year Released: 2025 | Record Label: Artesuono


About U.T. Gandhi

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