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U.T. Gandhi - Diario di un autodidatta

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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U.T. Gandhi - Diario di un autodidatta

Raccontato da U.T. Gandhi e scritto da Matteo Bellotto.

Fotografie di Luca D'Agostino

Mahatmamusic

Con CD Allegato

In occasione del cinquantesimo compleanno, U.T. Gandhi riceve in dono un libro. L'iniziativa parte dal giovane musicista e scrittore Matteo Bellotto, uno dei tanti che è rimasto colpito dalla curiosa personalità del batterista friulano, mix di creatività e umiltà, nervosa e reattiva attenzione e serena voglia di vivere, curiosità multiculturale e radicamento regionale... È stato lui a vincere le resistenze di Gandhi, a raccogliere i suoi racconti e a tradurli in un lavoro che, correndo il rischio del banale, è per la parte scritta dedicato a ripercorrere l'esperienza artistica e umana di Gandhi, ma che - proprio per la genuinità del personaggio - finisce per non aver nulla di agiografico.

Del resto, Gandhi è il primo a ripetere in continuazione di avere troppo rispetto per la musica per sentirsi in alcun modo "arrivato" (lo ribadisce in più modi anche nell'intervista appena pubblicata), così come non nasconde i propri limiti di musicista "autodidatta," che conosce appena la musica scritta. Il suo percorso esitenzial-artistico finisce quindi per diventare la prova che, se dotato di autentica passione, vera umiltà, serio desiderio di migliorare, sincero entusiasmo e forte spirito di iniziativa, chiunque può riuscire ad ottenere risultati di tutto rispetto, può smettere - come ha fatto Gandhi - di lavorare in un bar e scommettere, vincendo, sulla possibilità di vivere facendo il musicista. Per poi godersi il piacere di suonare con Enrico Rava, Miroslav Vitous, Anja Lechner, John Surman, Dino Saluzzi, o di stringere amicizia con un mito personale come Joe Zawinul. Senza però dimenticarsi mai chi sei, chi sono i tuoi vecchi amici, il tuo luogo di nascita e di vita.

È una bella storia, quella che ci raccontano Gandhi e Bellotto, ed è una storia di cui molto deve ancora esser scritto. Che si può riassumere in una splendida immagine offerta dal musicista e che citiamo.

"Poco tempo fa ho ricevuto un bel complimento da una signora in Germania, forse il più bel complimento che abbia mai ricevuto. Dopo il concerto si avvicinò a me e mi disse che era rimasta piacevolmente colpita nel vedermi suonare con un'espressione felice e questo le aveva trasmesso un bel messaggio. Se io mi sento felice quando suono e riesco a trasmetterlo allora significa che sto facendo bene il mio lavoro. È l'espressione della vita che uno ha" (p. 35).

Tutto il resto, inclusa la dettagliata discografia, i commenti sui compagni di viaggio, le belle foto che spaziano lungo tutta la sua vita, le lasceremo scoprire ai lettori. Magari accompagnandole con gli ottanta minuti di musica originale, e in larga parte in solitudine, inclusa nel disco allegato. Probabile che abbiate la medesima reazione di quella tale signora tedesca...

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