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Portuguese Jazz Fest
Portuguese Jazz Fest
Teatro Municipal São Luiz - Lisbona - 01-03.04.2011
La nona edizione del "Portuguese Jazz Fest" al Teatro Municipal São Luiz, che ha confermato la passione della città di Lisbona per il jazz, si è aperta con il trio del pianista Bernardo Sassetti, il contrabbasssista Carlos Barretto ed il contrabbassista Alexandre Frazão. Dopo 14 anni di vita artistica in comune c'è nel trio una reale coerenza ed empatia che consente al gruppo di concentrarsi sull'essenza delle composizioni e delle improvvisazioni. La musica è delicata, lirica e sempre rispettosa per il senso del tempo e dello spazio. Nel solismo di Sassetti si riscontrano influenze di Bill Evans e Keith Jarrett. La sua musica è molto cinematografica e non desta stupore che egli abbia composto molte colonne sonore di film. Barretto e Frazão sono un'ideale sezione ritmica che conducono il trio ad un alto livello espressivo. Un concerto affascinante.
Il progetto tedesco-portoghese "Impressionado" ha offerto una rilettura dei preludi pianistici di Claude Debussy. Il sassofonista Wolfgang Schmidtke ed il batterista Peter Weiss si sono uniti a questo sestetto con contributo della regione del Nord Rhein Westfalen. Davvero un peccato che il Winter Garden sia così rumoroso.
Carlos Martin, direttore artistico del festival, è anche un ragguardevole sassofonista con un meraviglioso timbro. Per questo concerto egli ha invitato Carlos Barretto, che è probabilmente uno dei più talentuosi contrabbassisti europei. Il suo suono è caldo ed il suo fraseggio ricco di sfumature. Sebbene sia un grande solista, egli è solito mettere le sue qualità al servizio della band con cui suona. Alexandre Frazão è uno dei batteristi più versatili in circolazione. È un musicista camaleontico sebbene abbia uno stile personale. Egli suona con raffinatezza e possiede un perfetto senso del tempo e delle dinamiche. Un trio magnifico.
Nel 2009 il contrabbassista Hugo Carvalhais, il pianista Gabriel Pinto ed il batterista Mário Costa hanno inciso il loro progetto "Nebulosa" con Tim Berne al sax contralto (per la Clean Feed). Ora ad essi si è unito per l'occasione il musicista francese Emile Parisien al sax soprano. Ciò è stata perfino una scelta più azzeccata. Parisien è uno straordinario performer. Egli combina la sua voce personale con la spiritualità ed il fuoco di John Coltrane, Dave Liebman e Wayne Shorter. È un improvvisatore avventuroso ed espressivo che padroneggia tutte le differenti tecniche a beneficio della composizione. Carvalhais è un contrabbassista esperto e raffinato e ragguardevole compositore. Il pianista Pinto si è cimentato anche al sintetizzatore per aggiungere nuovi colori in un modo veramente raffinato. Costa è anche lui un musicista ricco di inventiva. Tutti e quattro i musicisti hanno suonato al meglio e l'interplay è stato impeccabile. Il loro è stato uno dei concerti top del festival.
La cantante di Madeira Joana Machado ha fatto coppia con il pianista galiziano Abe Rábade per il progetto "Travessia dos Poetas - Rosapeixe," un omaggio ai poeti portoghesi. Ha mostrato incertezze nel canto e problemi nell'arrivare ad un esatto timbro vocale. Un vero peccato perché le composizioni di Rábade erano molto interessanti.
Uno dei migliori gruppi del festival è stato TGB ( tuba, chitarra, batteria), un trio straordinario composto dal chitarrista Mário Delgado, Sérgio Carolino alla tuba e Alexandre Frazão alla batteria. Delgado è uno dei chitarristi più inventivi d'Europa nel mescolare rock, jazz, country e influenze mediterranee. Sia accompagnando la cantante di fado Cristina Branco, sia suonando nei gruppi di Carlos Barretto, Carlos Bica e TGB, non manca mai di sorprendere. Carolino è un genio alla tuba. È uno straordinario virtuoso del proprio strumento e ha una vasta varietà di idee stimolanti. Ancora una volta Frazão è stato brillante.
Lo scorso settembre il Mario Laginha Trio (con il bassista Bernardo Moreira e l'onnipresente Frazão alla batteria) ha inciso il CD Mongrel. Il termine Mongrel significa melting pot (senza tuttavia la connotazione africana). Laginha ha usato parti delle musiche di Frédéric Chopin cambiandone tempi, misure e perfino melodie in un modo davvero intelligente. I temi sono immediatamente riconoscibili ma la musica diviene di fatto di Laginha. Un set divertente con una standing ovation in un magnifico teatro d'architettura italiana.
Questa edizione del festival, allestita con successo da Carlos Martins, Luis Hilário ed il loro team di Sons da Lusofonia, è stata una magnifica vetrina per la scena jazz portoghese. Una maratona di tre giorni durante la quale è stato impossibile seguire tutti i concerti.
Foto di Sueli Ferreira de Souza.
Traduzione di Maurizio Zerbo.
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