Home » Articoli » Album Review » Henry Threadgill, Vijay Iyer, Dafnis Prieto: Fifteen
Henry Threadgill, Vijay Iyer, Dafnis Prieto: Fifteen
Fifteen, recita appunto il titolo del disco. Tra le sue collaborazioni ad alto livello, Iyer non è nuovo a quelle con alcuni protagonisti delle prime avventure della Association for the Advancement of Creative Musicians di Chicago, veterani che oggi hanno superato gli ottanta anni.
L'esempio più significativo è quello con Wadada Leo Smith, del cui lavoro in duo con Iyer hanno dato splendido saggio le registrazioni pubblicate da ECM, A Cosmic Rhythm With Each Stroke del 2016 e Defiant Life dello scorso anno. E tra gli altri, il concerto al Jazzfest Berlin 2025. La capacità del pianista ora cinquantaquattrenne di relazionarsi con profonda sensibilità artistica ai musicisti di quella fertile officina è evidente anche nel rapporto con Threadgill. Il trio arrivato a questa pubblicazione lo dimostra senza dubbio.
Dopo il primo concerto alla Jazz Gallery di New York, in una serata del 2012 promossa dalla direttrice artistica Rio Sakairi, i tre musicisti hanno avuto sporadiche occasioni per esibirsi ancora insieme, impegnati negli innumerevoli progetti personali. Ma ciò è bastato per sedimentare un'esperienza condivisa, per tracciare un percorso che mette ognuno in grado di esprimersi con la massima aderenza alla propria indole e alla dimensione di gruppo. Senza enfasi, come è enunciato nel titolo del disco.
Equamente distribuito è anche l'apporto compositivo, con tre brani di Threadgill, tre di Iyer e due del batterista di origine cubana. Il brano di apertura del CD, intitolato semplicemente "Trio Piece," rivela fin dalle prime note l'impronta di Threadgill, con il suo andamento dinoccolato e basato più sull'intreccio intervallare che su moduli melodici. In bilico tra rigore della musica colta contemporanea e ironica scioltezza del jazz. Qui si nota la sensibilità del pianista, che con l'articolazione indipendente delle dita interpreta l'essenza tentacolare della musica di Threadgill. Anche la successiva interazione di pianoforte e flauto è preziosissima.
Qualcuno ha detto che il polistrumentista e compositore ottantaduenne chicagoano non è mai stato così accessibile come in questa occasione. È vero solo parzialmente, se si conoscono nella loro interezza i suoi lavori, in particolare con Very Very Circus. Comunque, il "Last Night" che segue, venuto ancora dalla sua penna, evidenzia la verve ritmica, seppure obliqua e mai conformista dell'aspro sax alto, spinta da un precisissimo Prieto e sostenuta ancora da un pianoforte ricco di fluidi bagliori, a tratti monkiani.
Di Iyer è appunto il terzo brano, "I Wanted a Map," costruito su una sequenza di accordi in continua rotazione. Qui è Threadgill che si lascia stimolare dal brano, con un intervento che si va sempre più comprimendo verso un apice ardente. Suo è ancora il pezzo successivo, di carattere notturno e pensoso, percorso dalle turbolenze di batteria e pianoforte, il cui titolo delizioso è "Where Coconuts Fall."
Tra i brani restanti, si distingue ancora "Fire City" di Iyer, che viaggia in libertà con le sventagliate di pianoforte e batteria e il baluginio del sax, prima di coagularsi nel tema finale. Poi il conclusivo "On the Way" di Prieto, che dà modo al batterista di snocciolare con ardore, con varietà timbrica il suo repertorio ritmico latino. Un lavoro composito ma ben coeso, con punte di alta qualità.
Album della settimana.
FOLLOW Giuseppe Segala
and get notified whenever a new article published.
Musica come cultura, identità, confronto, esplorazione.
Track Listing
Trio Piece; Last Night; I Wanted a Map; Where Coconuts Fall; Gently Trapped; Fire City; Perfect Victims; On the Way.
Personnel
Album information
Title: Fifteen | Year Released: 2026 | Record Label: Nonesuch Records
About Henry Threadgill
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.



