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Dave Douglas: Dizzy Atmosphere: Dizzy Gillespie At Zero Gravity

Chi si aspetta da questo disco un omaggio fedele all'approccio umoristico e pirotecnico di Dizzy Gillespie, non conosce Dave Douglas. Il trombettista, che ha compiuto lo scorso marzo cinquantasette anni, ha mostrato nelle frequenti dediche ai protagonisti della storia del jazz la propria propensione del tutto personale a tale pratica: lo ha fatto tra l'altro con Mary Lou Williams, Wayne Shorter, Booker Little. Nello splendido Devotion, pubblicato lo scorso anno, in trio con Uri Caine e Andrew Cyrille, c'erano pure brani che omaggiavano esplicitamente Carla Bley e il nostro Franco D'Andrea. Con quest'ultimo, Douglas mantiene un intenso scambio, dopo l'incontro ai corsi estivi dell'Accademia Mitteleuropea di Merano Jazz. Cosa che ha fatto nascere una profonda stima e qualche collaborazione, ancora in progress, tra i due musicisti.

Nei suoi omaggi, il trombettista preferisce alimentare le proprie idee e i propri caratteri stilistici, lasciando che l'influenza dei musicisti da lui avvicinati agisca in modo non evidente, non immediatamente visibile, facendo lavorare il sotterraneo, il subconscio, i sottintesi, e giungendo sempre a risultati che appartengono a Dave Douglas, in modo inequivocabile.

Anche nel caso di Dizzy Atmosphere: Dizzy Gillespie at Zero Gravity, l'ambito stilistico ed espressivo resta ben ancorato alla personalità di Douglas. Tranne che nel caso di "Manteca" e "Pickin' the Cabbage," i due brani del disco che vengono dal repertorio di Gillespie. Nel primo, scritto insieme al percussionista Chano Pozo e all'arrangiatore Gil Fuller, la batteria dell'impeccabile, vivace Joey Baron, la chitarra di Matt Stevens e il contrabbasso di Carmen Rothwell modellano un'atmosfera latina, strettamente legata all'arrangiamento originale e a quel modello espressivo.

Nel secondo, composto da Gillespie nel periodo in cui militava nell'orchestra di Cab Calloway, i caratteri bop e giocosi sono evidenti, sia nella partita vivace tra le due trombe, che nei soli di piano e chitarra. Baron, da parte sua, mette in scena qui la propria vena melodica e brillante con un solo che porta la sua impronta in modo indiscusso. Non da meno sono gli altri componenti del quintetto, tra i quali segnaliamo le movenze felpate del contrabbasso della Rothwell. Contrariamente a quanto accade spesso nell'incontro tra trombettisti, in questo caso non scattano tenzoni muscolari, ma si opta per un amalgama quasi simbiotico, in cui l'ottimo Dave Adewumi dimostra di aderire perfettamente a Douglas.

Non solo nel lavoro all'unisono e in armonizzazione, ma anche nei frequenti scambi solistici è spesso difficile distinguere i due musicisti, sia nel timbro che nel fraseggio. Solo le inflessioni inconfondibili di Douglas stabiliscono la differenza. Nonostante questo, la personalità del giovane Adewumi emerge in modo deciso e senz'altro sentiremo parlare di lui.

La prima fase dell'omaggio a Dizzy, presentata dal vivo al Lincoln Center nel febbraio 2018, coinvolgeva musicisti ben affermati, come Ambrose Akinmusire, Bill Frisell, Gerald Clayton, Linda May Han Oh, oltre allo stesso Baron. Ma la scelta di Douglas di approfondire il lavoro con questa formazione si rivela indovinata per la coesione e coerenza qui dimostrate.

Gli altri brani del disco, tutti firmati da Douglas, giocano dunque in modo molto più sfumato e sfaccettato con la personalità esuberante di Gillespie: anche nei titoli, da "Con Almazan," che allude naturalmente a "Con Alma," a "Cadillac," riferito a "Sing Low, Sweet Cadillac." Emergono, come bagliori, citazioni di Gillespie, tra cui il tema dal bridge di "Dizzy Atmosphere," che Douglas inserisce a sorpresa in "Con Almazan." In "Mondrian" si allaccia una doppia relazione, con "Be Bop" di Gillespie e con il quadro dell'artista olandese intitolato "Broadway Boogie Woogie." Come detto, il clima generale dei brani resta comunque strettamente legato allo stile di Douglas.

Un cenno, in conclusione, alla copertina del disco, che trasforma la celebre tromba telescopica di Gillespie in una navicella spaziale, in orbita nello spazio con lo sfondo della terra. Espressione di un viaggio stellare, il cui svolgimento è tuttora ricco di sorprese, di cose che devono ancora arrivare: "Things to Come," appunto.

Album della settimana.

Track Listing

Mondrian; Con Almazan, Cadillac; See Me Now; Manteca; Pickin' the Cabbage; Pacific; Subterfuge; We Pray.

Personnel

Album information

Title: Dizzy Atmosphere: Dizzy Gillespie At Zero Gravity | Year Released: 2020 | Record Label: Greenleaf Music


About Dave Douglas

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