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Chiara Pancaldi: Alla Ricerca di Sè Stessi

Chiara Pancaldi: Alla Ricerca di Sè Stessi
Paolo Marra By

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La Musica è un amante esigente. Una scelta di vita.
Precious è il nuovo disco di Chiara Pancaldi, il terzo registrato per la prestigiosa etichetta olandese Challenge Records. In questo lavoro, composto quasi interamente da brani originali, la cantante affianca per la prima volta il ruolo di interprete di standard a quello di compositrice, mettendo le sue doti ormai affermate al servizio di una musica più personale e sfaccettata. Un percorso di avvicinamento alla scrittura che ha richiesto una lunga gestazione—come ci spiega lei— "con il tempo la scrittura è diventata un'esigenza e, gradualmente, si è formato un repertorio più ampio di quello che in seguito ho registrato. Per il disco ho selezionato quei brani che mi sembravano più completi. Precious mostra un mio aspetto che va al di là del repertorio degli standard che io adoro. Sono una cantante istintiva per cui l'approccio alla scrittura è altrettanto istintivo, cosa che può essere tanto un pregio quanto un limite. Di solito, mi siedo al pianoforte, registro e comincio a buttare giù delle idee, come se fosse un'improvvisazione estemporanea con un attenzione per i temi e la struttura per trovare nuovi approcci compositivi. Questo è un disco che affronta diversi temi che sono molto introspettivi, in particolare il riscoprirsi nella propria intimità, per accettarsi, imparare ad amarsi e ad amare più profondamente."

Per i testi Chiara Pancaldi ha collaborato con Giulia Hart, artista canadese che prima di dedicarsi completamente alla regia di film è stata per breve tempo una cantante—"Giulia è una giovane artista molto talentuosa che scrive molto bene. Ci siamo conosciute durante un periodo in cui ha vissuto in Italia. Ci siamo incontrate a Bologna e in quell'occasione le ho chiesto di collaborare. Alcune cose le ha scritte lei sulla base di idee e spunti miei, altre cose le ho composte io con viceversa delle idee che lei mi mandava ed io elaboravo, altre ancora sono interamente di mia penna." Il disco è cantato interamente in inglese con l'eccezione del brano "Adeus" cantato in lingua portoghese, una scelta che scaturisce dal suo amore per il mondo della musica brasiliana sia d'autore che di impronta popolare. Secondo la Pancaldi si tratta di "un repertorio che ho sempre affrontato e studiato. La lingua più affine al suono del brano era il portoghese. Vorrei scrivere in italiano ma per il momento non ne sono capace. L'italiano è una lingua molto complicata per comporre, soprattutto per un repertorio che ha le sue radici nel jazz, nella musica sincopata, proprio per la struttura della nostra lingua ma anche per il suo essere descrittiva, meno sintetica. Per questo si porta dietro uno stile musicale che non sento mio, però mi piacerebbe scrivere in futuro qualcosa in italiano."

Altra collaborazione maturata negli anni, e presente anche in Precious, è quella con il contrabbassista Darryl Hall, una complicità musicale di cui Chiara Pancaldi ci spiega i motivi così—"ci siamo conosciuti nel 2012 e abbiamo collaborato per la prima volta nel 2015 con il quartetto che vedeva la presenza di Kirk Lightsey al piano. Poi abbiamo fatto insieme il tour di presentazione del disco I Walk a Little Faster insieme al pianista Cyrus Chestnut nel novembre del 2016. Dalla collaborazione in duo sono usciti dei brani contenuti nell'ultimo disco di Darryl, uscito alla fine dell'anno scorso. Quando ho dovuto pensare a un contrabbassista per il mio progetto Darryl era al primo posto tra le mie scelte. Ho lavorato bene sia con lui che con gli altri musicisti presenti nel disco, Roberto Tarenzi al pianoforte e Roberto Pistolesi alla batteria. Sono stati di grande supporto nella preparazione del disco e questo ha creato un 'clima da gruppo' dove ognuno ha portato idee, arrangiamenti e sfumature, che io ovviamente ho apprezzato molto."

Darryl Hall è anche autore di uno dei due brani non scritti da Chiara Pancaldi, come ci spiega la cantante—"Darryl Hall un giorno mi ha mandato il brano 'Urban Talk Song' con un testo scritto da lui. Io già conoscevo il brano perché Darryl l'aveva suonato in duo con Roberto Tarenzi in una versione strumentale in un concerto che avevamo fatto insieme a Basilea. Il brano mi piaceva molto e ho deciso di registrarlo. Invece il brano di Stevie Wonder 'You and I' poteva starci come tipo di approccio perché il disco è a cavallo fra il jazz e la musica folk con alcuni aspetti del soul. E poi Stevie Wonder è uno dei miei cantanti e compositori preferiti. Ho sempre ascoltato tanti generi musicali e quindi tutto questo è uscito in maniera naturale dalla scrittura del disco. Nelle mie varie fasi sono stati tantissimi gli ascolti che mi hanno influenzata, che vanno dalla musica classica, al pop, al folk. Sicuramente Jeff Buckley è stato un cantante importante per me al di fuori del jazz, ma anche Ani DiFranco della scena indipendente oppure Eva Cassidy. Nel jazz a parte Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan e Billie Holiday importanti sono stati gli ascolti di Carmen McRae, Anita O'Day ma anche di Frank Sinatra e Nat King Cole. Ognuno di questi ti dà qualcosa. La loro personalità rappresenta anche il legame con il passato e la tradizione."

Essenzialità, tecnica, passione e autenticità sono le componenti essenziali della dimensione interpretativa di una cantante e della sua capacità, a volte innata, di creare con la voce spazi emozionali condivisi con il proprio pubblico, elementi che Chiara Pancaldi ha fatto suoi come si capisce dalle sue parole "è la musica che si porta la tecnica, nel senso che è la musica che genera la tecnica. Più cresco e più penso che l'essenzialità è fondamentale: togliere per andare a cercare il nucleo di quello che si vuol dire o di quello che si sente. Quanto più sei essenziale tanto più sei autentico. La passione è l'amore, quello che ti muove verso la ricerca, che ti fa avere la motivazione, perché la musica è un amante che richiede molta dedizione ed è molto esigente. Una scelta di vita."

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