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James Brandon Lewis e il Questionario di Proust

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All About Jazz: Il tratto principale della mia musica.
James Brandon Lewis: Le emozioni e il suono la fanno da padrone!
Le melodie, sia predeterminate che spontanee. Musica angolare, onesta, vulnerabile, rischiosa, urgente, con groove, funky e libera, che viene dal cuore.

AAJ: La qualità che desidero nei musicisti che suonano con me.
J.B.L.: Che amino prendersi dei rischi, abbiano urgenza espressiva, siano ascoltatori, con grandi qualità umane, umili. Che abbiano rispetto per il passato, il presente e il futuro. Che siano pronti a -ed abbiano voglia di -spingermi in nuovi territori musicali.

AAJ: Come musicista, il momento in cui sono stato più felice.
J.B.L.: È quel momento unico... Quel luogo sul palco o nella musica che è così surreale e che non è di questo pianeta... Quella libertà che scorre non limitata da nulla, in cui la musica trascende e diventa un luogo in cui le note non rendono giustizia a quello che in realtà sta succedendo. Un luogo in cui le note vibrano e si trasformano per esprimere gioia, dolore, felicità. Wow, la musica è così bella!

AAJ: Come musicista, il mio principale difetto.
J.B.L.: Sono molto critico verso il mio modo di suonare. Sempre, su tutti gli aspetti. C'è sempre del lavoro da fare, e come musicista sono impaziente, anche se so bene che le cose migliorano gradualmente.

AAJ: La mia più grande paura quando suono.
J.B.L.: Non essere agganciato all'istante, e suonare senza intenzione.

AAJ: Sogno di suonare.
J.B.L.: Dovunque io sia ben accolto! Ma recentemente, dato che sono stato molto ispirato da Dvorák e Marian Anderson, ho pensato che sarebbe bello suonare alla Carnegie Hall.

AAJ: La mia fonte di ispirazione.
J.B.L.: La famiglia, gli amici, gli artisti, la natura, il passato il presente, il futuro.

AAJ: I miei musicisti preferiti.
J.B.L.: Dewey Redman, Ornette Coleman, John Carter, Philip Glass, Archie Shepp, Yusef Lateef, Wardell Gray, Sonny Rollins, Charlie Haden, Don Cherry, Charlie Parker, Thelonius Monk, Lee Morgan, John Coltrane, Eric Dolphy, Junior Cook, William Parker, Wadada Leo Smith, Matthew Shipp, James Newton, Gerald Cleaver, Jamaaladeen Tacuma, Rudy Royston... Cavolo, amo tutti i musicisti. Ci vuole coraggio, bisogna avere fegato per salire sul palco ed essere nudi, esposti e vulnerabili, ed esprimere... I musicisti si espongono a questo tutti i giorni.

AAJ: I miei dischi da isola deserta.
J.B.L.: Tutto Charlie Parker, tutto John Coltrane, tutto Ornette Coleman, tutto Dewey Redman.

AAJ: La canzone che fischio sotto la doccia.
J.B.L.: Nessuna canzone in particolare, solo frammenti vari.

AAJ: I miei pittori preferiti.
J.B.L.: Romare Bearden, e mi piacciono i lavori dei miei amici artisti visivi.

AAJ: I miei film preferiti.
J.B.L.: "A Beautiful Mind," "Will Hunting -Genio Ribelle," "Love Jones," "Le Ali della Libertà," "Malcolm X," "Powder -Un Incontro Straordinario con un Altro Essere," "Scoprendo Forrester."

AAJ: I miei scrittori preferiti.
J.B.L.: In questo momento sto leggendo Howard Thurman, Rudolph Steiner, Amiri Baraka e il mio amico Thomas Sauers Ellis.

AAJ: La mia occupazione preferita.
J.B.L.: Fare il musicista.

AAJ: Il dono di natura che vorrei avere.
J.B.L.: Mi piacerebbe essere un atleta straordinario, in tutti gli sport.

AAJ: Nella musica, la cosa che detesto di più.
J.B.L.: Non odio nulla della musica. Semplicemente, mi annoiano le discussioni su come è organizzata, se in questo o in quel modo. Ad un certo punto mi sembra che tutto ciò diventi ridicolo. Da un lato hai le dodici note, su un altro livello hai la musica micro-tonale, e poi c'è il silenzio. In fondo si tratta di quanti modi hai per arrivare ad una nota. Dunque, puoi farlo direttamente, da sopra, da sotto, e quindi siamo tutti padroni della musica... Ah, no, sto scherzando. Ma spero tu riesca a capire dove voglio arrivare...

AAJ: Gli errori musicali che mi ispirano maggiore indulgenza.
J.B.L.: Suonare solo le emozioni senza fare attenzione alle note, o all'organizzazione. Essere ultra-sistematici, o frammentari, oppure un libero flusso freestyle, un po' a caso.

AAJ: Il pezzo che vorrei venisse suonato al mio funerale.
J.B.L.: "Left Alone" di Mal Waldron.

AAJ: Lo stato attuale della mia attività musicale.
J.B.L.: Cambia sempre, ed ogni giorno ha a che fare, come me del resto, con la vita vissuta e con quella da vivere.

AAJ: Il mio motto.
J.B.L.: Fai che sia importante, adesso.



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