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Enrico Zanisi

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1. Childish Gambino, Awaken, My Love, (Glassnote, 2016).
Donald Glover, in arte Childish Gambino, è un artista multiforme che non conoscevo fino a poco tempo fa. In seguito allo scalpore suscitato da un video dal titolo "This Is America," pubblicato qualche tempo fa, ho avuto l'opportunità di scoprire di più i suoi lavori, in particolare questo bellissimo, ricco e interessante album che mi ha consegnato un artista vivace e una musica di grande spessore.

2. Flying Lotus, Cosmogramma, (Warp Records, 2010).
Un album che ho adorato fin dal primo ascolto. Una creatività disarmante; capacità di spaziare ovunque grazie anche alla partecipazione di ospiti eccezionali di diverse estrazioni. Un bellissimo viaggio di quarantacinque minuti.

3.Tigran Hamasyan, Luys I Luso, (ECM, 2015).
Un assoluto capolavoro musicale; uno dei migliori album ascoltati negli ultimi anni, espressione di un pianista, musicista, artista fenomenale e fonte di ispirazione continua.

4.John Taylor, Songs and Variations, (Cam Jazz, 2005).
Uno degli album che mi ha fatto innamorare di John Taylor, qui in solo. Brani come "Wych Hazel," "In February," "In Cologne," hanno fatto da colonna sonora ai miei anni del liceo e sono stati per me uno dei maggiori spunti creativi ed espressivi di quegli anni. Sono ritornato da poco a riascoltare quest'album, complice un po' di nostalgia e un po' di tristezza nel dover fare i conti con l'assenza di un gigante e poeta della musica come John Taylor.

5.Bill Evans, Tony Bennett, Together Again, (Improv Records, 1977).
Secondo dei due album incisi da questo strepitoso duo dopo il bellissimo The Tony Bennett -Bill Evans Album di due anni prima. Di tutti i famosi duo piano/voce che la storia del jazz di ha offerto, questo di sicuro occupa un posto speciale nel mio cuore, per via della profondità espressiva di Bill Evans nelle parti solistiche, ma soprattutto nella qualità del comping. Da ascoltare a proposito "Make Someone Happy," in cui tutto sembra essere già lì da sempre e Bill Evans è una vera orchestra.

6. Suzanne Ciani, Buchla Concerts 1975, (Finders Keepers, 2016).
Pioniera della musica elettronica qui alle prese con un sintetizzatore Buchla, in due momenti di improvvisazione diversi e in due luoghi differenti, dà dimostrazione delle potenzialità sonore ed espressive di uno degli strumenti elettronici più affascinanti e rivoluzionari di sempre.

7. Dans Les Arbres, Phosphorescence, (Hubro, 2017).
Dans Les Arbres è il mio gruppo di improvvisazione preferita. I loro album sono dei paesaggi sonori, creati con una inventiva e freschezza stupefacenti. L'interplay maturato in anni di di musica insieme, rende le loro improvvisazioni rumoristiche, timbriche, cicliche delle vere e proprie composizioni. L'ascoltatore è trasportato in un processo creativo di altissimo contenuto espressivo, dove i vari strumenti quasi si confondono tra loro, lasciando spazio solo alla musica. Sebbene in questo periodo stia riascoltando questo loro lavoro minore e di durata più contenuta, mi permetto di consigliare l'ascolto di quello che reputo il miglior album del gruppo, ovvero il disco omonimo Dans Les Arbres uscito per ECM nel 2008.

8. ELP, Trilogy, (Cotillon Records, 1972).
Mi piace ogni tanto ritornare alle origini, da dove tutto è cominciato. Sono stato un grandissimo fan degli Emerson Lake and Palmer, e sono consapevole del fatto che la loro musica e in particolare l'eclettismo e la personalità di Keith Emerson hanno avuto un grandissimo impatto sulle mie scelte musicali. Oltre a Trilogy, che è forse il loro lavoro che amo di più, ci sono almeno altri due album, Tarkus e Pictures at an Exhibition , che periodicamente rientrano con prepotenza nei miei ascolti quotidiani.

9. John McCabe suona Paul Hindemith, Ludus Tonalis, (Hyperion, 1996).
Una stupenda interpretazione della geniale raccolta di brani per solo piano di Paul Hindemith, pensata come un equivalente moderno del Clavicembalo ben Temperato di J.S.Bach. Da ascoltare (ed eventualmente studiare) tutti i giorni!

10.Bill Frisell, Thomas Morgan, Small Town, (ECM, 2017).
Non c'è veramente molto da dire su questo album, già citato e lodato da tutti, se non che è una vera gioia ascoltarlo. Due grandissimi artisti si confrontano con poesia e grande sincerità, dandoci la misura di quello che dovrebbe essere l'interplay e, in definitiva, l'essere una cosa sola.

Foto: Elisa Caldana

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