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Culatello & Jazz
Per il terzo anno consecutivo Culatello & Jazz ha beneficiato della suggestiva cornice del castello di Roccabianca, ha radunato un gruppo di musicisti conosciuti a livello internazionale, e dispensato le meraviglie culinarie e i prodotti tipici della bassa parmense. Il re di tutti gli insaccati, il salume per eccellenza, il culatello, con l'eccellenza del jazz italiano, per festeggiare i centocinquanta anni dell'Unità d'Italia. Arte culinaria e arte musicale a braccetto in un connubio nato per soddisfare i palati più fini e le orecchie più curiose.
È questa l'idea vincente che Spirito Verdiano e l'associazione culturale Rest-Art promuovono con dedizione, passione, professionalità. E mentre lo chef Massimo Spigaroli - stellato Michelin - impartiva le ultime istruzioni per la conclusione della cena, sul palco allestito tra le antiche e severe mura della rocca, una all star italiana del jazz dava vita ad un concerto di livello, ricco di energia esuberante e di sicura presa sul pubblico.
Pescando a piene mani nella tradizione degli standard ed omaggiando in più di un occasione il grande Miles Davis il quintetto è partito forse un po' trattenuto ma ha poi spinto sull'acceleratore senza risparmiarsi mettendo in mostra le indubbie qualità tecniche dei singoli e un ottimo interplay.
Roberto Gatto alla batteria ha sostenuto da par suo l'intera performance, palesando il suo drumming robusto ed elastico ma anche doti di grande leggerezza e di varietà timbrica. Rosario Bonaccorso fa cantare il contrabbasso come pochi ma al suo innato senso melodico associa finezze e sofisticate trame a piene mani. Andrea Pozza è il pianista che qualsiasi formazione vorrebbe avere: gran senso del ritmo, armonicamente sofisticato, a proprio agio sia in fase di accompagnamento (mai scontato) che nel evoluzioni solistiche sempre perfettamente calibrate.
E i due fiati? Beh, hanno fatto faville senza cedere alle lusinghe di una facile blowing session. Flavio Boltro ha messo la sua enciclopedica conoscenza al servizio di fantasia e creatività, affiancando a facilità e brillantezza di fraseggio grande attenzione alle sfumature e a gustosi controcanti. Mentre il sax ricco di storia e di umori boppistici di Piero Odorici si è mosso con piglio sicuro e guizzante tra soluzioni armoniche impegnative, pennellate timbriche a volte sensuali a volte ruggenti, gran senso narrativo.
E nel frattempo volute di fumo provenienti da sigari preziosi e intensi aromi di distillati purissimi si diffondevano nell'aria a suggellare una gradevole serata.
Foto di Roberto Cifarelli.
Ulteriori immagini di questo evento sono disponibili nella galleria dedicata al concerto delle Stelle Italiane.
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