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Vernon Reid - Jamaaladeen Tacuma - Calvin Weston

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Auditorium - Roma - 10.01.2010

Nell'ambito della rassegna dedicata alla chitarra, che fino a maggio vedrà alternarsi sui palchi dell'Auditorium romano alcuni tra i migliori specialisti dello strumento, si è esibito Vernon Reid, uno dei chitarristi più originali ed eclettici sulla scena fin dagli anni '80.

Il suo stile strumentale è una miscela esplosiva di funk, r&b, heavy metal e jazz d'avanguardia, che trova due partner ideali nella ritmica formata dal bassista Jamaaladeen Tacuma, altrettanto versatile, e dal batterista Calvin Weston, con i quali ha formato un trio denominato Free Form Funky Freqs, protagonista del concerto romano.

L'impatto sonoro è dirompente fin dalle prime note, suonate a tutto volume, con il basso a sovrastare gli

altri strumenti e a guidare la musica lungo un set continuo, con pochissime pause e cambi di ritmo. L'energia è palpabile, e contagiosa: i brani, che si succedono senza quasi soluzione di continuità, non saranno molto più che basi per le improvvisazioni pirotecniche di Reid, ma il ritmo cattura e conquista nonostante (o forse proprio per) la scarsa raffinatezza compositiva.

La base è tipicamente funky, con frequenti sconfinamenti nel rock pesante, e solo nella seconda parte del concerto affiorano momenti più calmi, particolarmente con un blues di stile hendrixiano.

Non è mancata una sorpresa: verso la metà concerto, è salito sul palco, non annunciato, un misterioso sassofonista, che ha improvvisato per una decina di minuti insieme al trio, e solo dopo è stato rivelato essere nientemeno che Don Byron, attualmente di stanza a Roma per una residenza presso l'American Academy come vincitore del Samuel Barber Prize.

L'impressione finale, comunque, è che il trio esprima solo una parte delle sue potenzialità, privilegiando un impatto più superficiale e effettistico, con poca ricerca e esplorazione rispetto a ciò di cui sono capaci i musicisti, lasciando un po' di insoddisfazione agli spettatori più esigenti.

Foto, di repertorio, di Claudio Casanova

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