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Uri Caine Ensemble & Tempo reale - Berio Project

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Teatro della Pergola - Firenze - 13.10.2009

Uri Caine non cessa di tentare operazioni trasversali e innovative, confrontandosi con la musica classica a suo modo, con impertinenza e iconoclastia, ma anche con rigore e cura. Anche in questo caso, la scelta della "vittima" era assai ardita: Luciano Berio, affrontato con due suoi fedeli compagni - Ralph Alessi alla tromba e Jim Black alla batteria - ma anche con i live elettronics di due musicisti del centro Tempo Reale di Firenze, Francesco Canavese e Damiano Meacci.

Lo spettacolo era diviso in due grandi quadri: Ofaqìm (Orizzonti), più aderente alla musica di Berio (in particolare alle Sequenze) e perciò raccolto attorno a molta musica scritta, e Real Time, viceversa liberamente costruito su stimoli e spunti provenienti da Berio, molto più improvvisato. In entrambi aveva comunque un ruolo importante la mobilità della musica, che veniva proiettata e roteata in sala attraverso un sistema di diffusione multicanale, controllato sia dai due musicisti all'elettronica sul palco, sia dalla regia in sala, a cura di Francesco Giomi. Le elaborazioni elettroniche, inoltre, intervenivano anche a distorcere (fortunatamente con molta discrezione), campionare e sovrapporre i suoni, oltre che ad aggiungere parti preregistrate, provenienti dagli archivi di Berio.

La parte più interessante è parsa senza dubbio la prima, per la compiutezza e la compostezza che permettevano una migliore lettura della complessa messa in scena, ma anche per l'impressione dettata dagli stacchi, dalle nette alternanze di atmosfere e dalla minuziosa attenzione posta nell'esecuzione dai musicisti. In proposito, Caine è sembrato strumentalmente asciutto come raramente si è potuto vederlo, Alessi ha svolto un ruolo quasi da musicista classico (sebbene certo molto più libero) e Black si è distinto per la sua continua attenzione alla partitura e la precisione e delicatezza dei suoi interventi. L'esecuzione live ha inoltre permesso di apprezzare il senso degli interventi elettronici di Canavese e Meacci come altrimenti sarebbe stato impossibile.

Così, nonostante una qualche ridondanza (compositivamente Caine non è apparso altrettanto asciutto che come esecutore, ed è sembrato davvero di troppo il sipario autocitante dedicato alla musica mahleriana) il concerto è rimasto intenso e ha catturato interamente l'attenzione.

La seconda parte, invece, ha messo molto più in luce le ridondanze, risultando quasi una versione meno ordinata e pregnante della parte precedente. Assai significativo che qui tanto Caine, quanto Black siano apparsi assai meno convincenti, forse troppo liberi in una materia sonora che non è il loro ambiente naturale.

Nonostante i limiti citati, complessivamente il concerto è risultato molto interessante e stimolante, a dispetto di chi potesse ritenere l'operazione un ennesimo e un po' ripetitivo happening di Caine. Il quale forse dovrebbe dosare un po' di più le sue energie creative, ma che conferma quasi ogni volta di saper dire qualcosa di nuovo anche nei contesti più ostici e accidentati.

Foto di repertorio di Claudio Casanova.

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