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The Westerlies: The Westerlies

Giuseppe Segala By

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The Westerlies: The Westerlies
Il quartetto di ottoni The Westerlies è formato da musicisti originari di Seattle che, dopo collaborazioni giovanili nella città dello stato di Washington, si sono successivamente ritrovati a suonare insieme nell'area di New York, dove si erano trasferiti separatamente. Il nome del quartetto si ispira a tale spostamento da Ovest verso Est, la stessa direzione che nell'emisfero boreale seguono i cosiddetti Venti Occidentali, Westerlies appunto.

Sulla scena di New York i quattro musicisti hanno dato vita a questo organico, che è riuscito con evidenza a mettere in perfetta amalgama una serie di esperienze maturate in precedenza, dove si mescolano la musica da camera e per banda, il barocco, il folklore inglese, scozzese e nord americano, il jazz moderno più vicino alla corrente Third Stream, ma senza l'afflato sperimentale di questo. Si sono ben presto fatti apprezzare per la duttilità con cui riescono a coniugare tante influenze, arrivando a collaborare con artisti diversi quali Bill Frisell, Dave Douglas, Wayne Horvitz e Vieux Farka Touré. La loro prima prova discografica, Wish the Children Would Come on Home: The Music of Wayne Horvitz, pubblicata nel 2014, aveva riscosso attenzione e pareri favorevoli.

Questo secondo lavoro, spalmato in due CD e poco più di settantacinque minuti di musica, si concentra sulle composizioni dei quattro musicisti, con l'eccezione di "Where's the Music?" di Duke Ellington, "Songs My Mother Taught Me" di Charles Ives e del brano tradizionale "Saro." L'organico formato da due trombe e due tromboni orienta le proprie coordinate verso una dimensione cameristica più che bandistica, dove le voci cercano la fusione trasparente e ben equilibrata, dove le parti si intrecciano con rigore e quando si abbandonano a episodi più frizzanti (la sezione centrale di "The Shop") lo fanno con grande controllo di intensità e dinamiche.

Anche dove c'è ironia, quasi di carattere circense quella di "Rue des Rosiers," non si sviluppa certo sulla spinta vorticosa, dionisiaca e debordante che si poteva trovare nei Brass Fantasy di Lester Bowie e nel Kollektief di Willem Breuker. Spesso ci si trova di fronte a bozzetti accuratamente disegnati, meticolosi nei dettagli, attenti nella successione di episodi ben accostati e sofisticati nel gioco delle voci e dei contrasti tonali. Una delizia per chi ama la musica per ottoni; forse un po' meno per chi cerca l'energia e l'avventura senza rete.

Accanto all'interpretazione del brano sontuoso di Ellington e a quello di Ives, dove compostezza ed enigma si sposano con potenza taumaturgica, poniamo le nostre preferenze nel breve "The Beekeeper," gustoso bozzetto di un minuto che fa il verso a melodie bandistiche del Sud, e nel brio moderato di "Double Situation."

Track Listing

A Nearer Sun; So So Shy; New Berlin, New York; Saro; Although Of Course You End Up Becoming Yourself; The Beekeeper; Where's The Music?; Double Situation; Lopez; The Shop; The Beach; Rue des Rosiers; Run On Down; Edomala; Ruddy Ducker; Songs My Mother Taught Me; All to Ourselves.

Personnel

Riley Mulherkar: Trumpet; Zubin Hensler: Trumpet; Andy Clausen: Trombone; Willem de Koch: Trombone.

Album information

Title: The Westerlies | Year Released: 2016 | Record Label: Songlines Recordings

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