Home » Articoli » Album Review » Aubrey Johnson, Helen Sung, Dave Douglas, David Hajdu: L...

Aubrey Johnson, Helen Sung, Dave Douglas, David Hajdu: Lives of the Saints: Portraits in Song with Words by David Hajdu

By

View read count
Chi diavolo è David Hajdu? Ce lo insegna il web: David Hajdu (nato nel 1955 a Phillipsburg, New Jersey con origini ungheresi e italiane) è un editorialista laureato alla New York University, autore e professore statunitense alla Columbia University Graduate School of Journalism. È stato critico musicale del New Republic per 12 anni ed è redattore musicale di The Nation. Ha dapprima lavorato come illustratore e poi ha cominciato a scrivere per testate di un certo livello quali il Village Voice, Rolling Stone e fondatore della rivista Video Review. Oggi è redattore musicale di The Nation, collabora con l'Università di Chicago, la Syracuse University e con la Columbia University, dove è professore di giornalismo.

Ha scritto biografie e saggistica su Billy Strayhorn, Joan Baez e Bob Dylan. Nell'ottobre 2021, il presidente Joe Biden ha nominato Hajdu per un mandato di sei anni al National Endowment for the Humanities. Per non farsi mancare nulla si è anche trasformato in produttore artistico e discografico.

Ancora bambino fu attratto da un libro trovato sul comodino di sua madre intitolato "Vite dei santi." Una raccolta di storie di santi cattolici e del loro eroico martirio.

Con sempre in testa l'avventura di quella lettura, pochi anni dopo Hajdu ha iniziato a raccogliere proprie storie di individui comuni che, grazie alle loro azioni, avevano raggiunto uno status esaltante nella sua mente, creando così un proprio canone di santi secolari.

Folgorato dai ricordi infantili gli è venuta un'idea niente male, cioè quella di mettere in musica le storie di vita di dieci "sante comuni" chiedendo aiuto ad un gruppo di compositori ed interpreti del più esemplare "jazz di classe" e così il suo Lives of the Saints racconta le storie di dieci persone singolari della storia, tutte donne. Donne che hanno fatto cose sorprendenti, ma che in qualche modo hanno sofferto per ciò che hanno fatto o per ciò in cui credevano.

In realtà non si tratta di una novità assoluta per il signor Hajdu visto che per oltre 15 anni ha scritto canzoni su personaggi ed eventi reali per collaborazioni uniche.

Lives of the Saints è in realtà la sua quarta registrazione con questa tipologia di materiale. Come ha scritto Stephen Holden del New York Times, le canzoni di Hajdu sono "un inaspettato matrimonio felice tra Stephen Sondheim e Joni Mitchell per il XXI secolo."

I creativi che lo hanno aiutato sia con la scrittura delle musiche che con l'interpretazione sono la pianista e compositrice Helen Sung, la vocalist Aubrey Johnson, il "solito" Dave Douglas alla tromba, e Renee Rosnes che ha contribuito solo in qualità di compositrice di un paio di brani. Oltre ai compositori, Hajdu ha accolto il fiatista Chet Doxas, la violoncellista Marika Hughes, il bassista Simón Willson e il batterista Rudy Royston.

Le "storie" narrate variano dal famoso allo sconosciuto, dalla storia antica al passato recente. Conobbe ad esempio Lena Horne (cantante, attrice, ballerina ma persona impegnata anche socialmente e politicamente sempre in lotta col mondo della dorata Hollywood) mentre stava scrivendo un libro su Billy Strayhorn.

Hedy Lamarr famosa attrice austriaca ed ebrea fuggita negli States all'avvento del nazismo: sui giornali del tempo elogiata per la sua avvenente bellezza e uno dei primi nudi audaci della storia del cinema ma dimenticata per le sue geniali elucubrazioni matematiche precursori di alcune importanti invenzioni moderne come il Wi-Fi o il mondo della telefonia cellulare.

Ipazia (matematica, astronoma e filosofa della Grecia antica trucidata per eresia) e Leonora Carrington (scrittrice britannica giramondo e trasgressiva figura importante del movimento surrealista) sono nomi che hanno sempre colpito l'infaticabile voglia di ricerca dell'accademico Hajdu.

Ada Lovelace, nobildonna britannica vissuta nell'Ottocento non può non essere stata uno dei primi nomi da tenere in considerazione per un lavoro così peculiare: una contessa che contribuì non poco alla ideazione della "macchina analitica" creata da Charles Babbage con l'invenzione del primo algoritmo inteso per essere elaborato (tanto che la Lovelace è spesso ricordata quale la prima programmatrice di computer della storia umana) non poteva non colpire la fervida immaginazione del nostro eroe.

Ma, nelle storie c'è anche posto per l'immigrata italiana Angelina Napolitano, la cui uccisione del marito violento ha portato alla consapevolezza degli abusi domestici oppure di Bessie Hall, figlia di un capitano di mare che prese il comando della nave del padre quando l'equipaggio fu colpito dal vaiolo. E poi ancora la riflessione sulla breve vita di Sophie Scholl, giovane donna e attivista tedesca giustiziata nella Germania nazista per essersi opposta alla guerra e al suo genocidio oppure il genio della fotografa Vivan Maier inventrice—senza saperlo—della più classica e amatissima "street photograpy."

L'ultimo pezzo, un atto di amore e poesia, celebra invece una classica "santa di tutti i giorni": la sorella dell'autore morta prematuramente.

Dopo il doveroso incipit enciclopedico per inquadrare il lavoro (consiglio comunque vivamente di andare a scovare le biografie delle signore protagoniste delle storie del disco) ecco poche righe per la parte musicale: questo lavoro discografico sui generis è il classico esempio ultra-americano di eleganza e gusto fuori dal tempo. Forse anche troppo, visto che il suono è sicuramente iper-classico. Douglas parla apertamente di "schizzi musicali" dedicati a donne straordinarie e praticamente sconosciute (o, meglio, poco ricordate) ed elaborate musicalmente come forse avrebbe fatto un conductor del mainstream-jazz dei tempi d'oro.

Gli interventi, sia quelli cantati che quelli strumentali sono tutti in giacca e cravatta. "Secolari" ci piacerebbe indicare debordando un pizzico nell'ironia.

Un lavoro che piacerà sicuramente agli amici accademici di Hajdu e agli ascoltatori del jazz in scarpe di vernice e bicchiere di brandy, ma forse più realisticamente un esercizio di stile capace di trascinare anzitutto per la stilosa eleganza formale complessiva che ammanta il tutto.

Operazione personalissima e davvero fuori dal tempo, ma forse, proprio per questo, fascinosamente ad hoc con Johnson, Sung e Douglas in gran spolvero.

Track Listing

Enchantress of Number (for Ada Lovelace); Angelina's Cry (for Angelina Napolitano); I Weathered The Storm (for Lena Horne); The Seafaring Maiden (for Bessie Hall); The White Rose (for Sophie Scholl); Pure Thought (for Hypatia); Pretty Brilliant (for Hedy Lamarr); The Nanny on Her Day Off (for Vivian Maier); The Conjurer (for Leonora Carrington); Song for My Sister (for Barbara Ann Hajdu).

Personnel

Additional Instrumentation

Helen Sung: keyboards; Chet Doxas: clarinet, saxophone (tenor).

Album information

Title: Lives of the Saints: Portraits in Song with Words by David Hajdu | Year Released: 2025 | Record Label: Sunnyside Records

Tags

Comments


PREVIOUS / NEXT




Support All About Jazz

Get the Jazz Near You newsletter All About Jazz has been a pillar of jazz since 1995, championing it as an art form and, more importantly, supporting the musicians who make it. Our enduring commitment has made "AAJ" one of the most culturally important websites of its kind, read by hundreds of thousands of fans, musicians and industry figures every month.

Go Ad Free!

To maintain our platform while developing new means to foster jazz discovery and connectivity, we need your help. You can become a sustaining member for as little as $20 and in return, we'll immediately hide those pesky ads plus provide access to future articles for a full year. This winning combination vastly improves your AAJ experience and allow us to vigorously build on the pioneering work we first started in 1995. So enjoy an ad-free AAJ experience and help us remain a positive beacon for jazz by making a donation today.

More

Consenso
Sal La Rocca
Coming Home
Frantisek Uhlir
Easter Island Suite
John Vanore & Abstract Truth
Lions
Yelena Eckemoff

Popular

Get more of a good thing!

Our weekly newsletter highlights our top stories, our special offers, and upcoming jazz events near you.