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Stefano "Cocco" Cantini Quartet
A una settimana di distanza dalla presenza di uno dei più grandi sopranisti in attività, Paul McCandless (clicca qui per leggere la recensione del concerto), sul palco fiorentino del Pinocchio è salito un altro grande interprete dello strumento, Stefano "Cocco" Cantini.
A dispetto del fatto che il gruppo fosse (dichiaratamente) d'occasione, composto da vecchi amici e collaboratori, o forse proprio grazie a questo, la serata ha offerto con continuità una musica splendida. Merito dell'intesa tra i quattro musicisti e della loro qualità. Oltre a Cantini, che ha alternato al soprano il tenore, sfoderando come sempre suoni splendidi e una incredibile gestione dinamica dell'espressività, Francesco Maccianti al pianoforte (brillante specie nei frequenti tempi veloci, dove donava grande intensità ritmica), Piero Borri alla batteria (ammirevoli la sua sensibilità e la sua capacità di imporsi anche con forza senza mai violentare i partner) e la sorpresa della serata, il giovanissimo contrabbassista Gabriele Evangelista, che ha entusiasmato il pubblico con lunghi assoli da virtuoso navigato, ma ha anche sempre supportato ritmicamente le strutture con molta attenzione. Un musicista da tenere ben d'occhio in futuro.
Il programma prevedeva brani originali di Cantini e Maccianti, più alcuni standard - "Like Sonny," "My Favorite Things," ma anche "Blowin' in the Wind". Potenti attacchi, grande gioia del far musica, agilità ed espressività i tratti più caratteristici. Il tutto condito da un fitto dialogo con il pubblico per una volta finalmente numerosissimo - i quattro sono di casa su questo palcoscenico - che ha risposto con grande fervore, richiamando il gruppo per ben tre bis.
Cantini ha in programma a breve la registrazione di un CD con Ramberto Ciammarughi, su un repertorio originale e, a suo dire, di maggior spessore. Ben venga, ancor più alla luce di musica come quella ascoltata al Pinocchio, che di "minore," francamente, non sembra proprio aver nulla.
Foto (di repertorio) di Dario Villa
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