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Michael Blake: Red Hook Soul

Maurizio Comandini By

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Il saxofonista canadese Michael Blake è ormai newyorkese fino in fondo all'anima ma se date retta ai profumi che si spargono nell'aria ascoltando questo ottimo Red Hook Soul si direbbe che, quando serve, almeno una parte della sua anima si trasferisca magicamente nelle vie di New Orleans, a caccia di quel groove solido, viscerale e fantasioso allo stesso tempo che impera in quel mondo e che ritroviamo immediatamente in questi brani.

Si comincia con il brano originale che da il titolo all'album e vuole essere un omaggio ad uno dei quartieri storici di Brooklyn, pieno di bar e musica dal vivo, dove ancora si ascolta il profumo del mare in una maniera molto più intensa rispetto a quello che può succedere a Manhattan, che pure in linea d'aria dista pochi chilometri. La ritmica è solida e incalzante, il sax soprano di Blake guizza come un marlin, le chitarre elettriche di Tony Scherr e Avi Bortnick non si fermano mai e raccordano con una energia prepotente e fisica il lavoro della ritmica con quello del solista. Tutte le tessere del mosaico vanno al loro posto grazie anche al contributo delle tastiere di Erik Deutsch, al basso preciso di Tim Luntzel, alla batteria solidissima di Tony Mason - Drums e alle percussioni minuziose di Moses Patrou.

Si capisce subito che questo è un album che mette a nudo le radici del sassofonista, la sua gioia di vivere e creare, la sua capacità di mischiare le influenze, gli stili, le memorie. Un album importante, che chiarisce molto bene la cifra espressiva di Michael Blake, che si conferma come uno dei migliori sassofonisti e band leader in circolazione in questo momento. E per chi lo segue da tempo questa non è certo una sorpresa.

I fortunati che hanno già avuto modo di ascoltare il meraviglioso album Slow Poke at Home, registrato nella cantina di Tony Scherr parecchi anni fa, si ritroveranno immediatamente in questo suono, in queste atmosfere, in questo clima umido e gocciolante di sensazioni. In quel caso la pigrizia benedetta dalla creatività era maggiore, qui c'è un piglio meno indolente, un drive che incanta e trascina a ballare. Ma non siamo lontani da quel capolavoro praticamente sconosciuto.

I brani successivi pescano dal repertorio di Roland Kirk, Ben Webster, Ray Charles, Gladys Knight per toccare eroi del pop come Otis Redding e Lana Del Rey. Non mancano un paio di brani, oltre a quello iniziale, firmati ancora da Blake. Sono brani che comunque omaggiano, fin dal titolo, eroi giovanili del leader come King Curtis e i sassofonisti 'sudisti.'

Non fatevi ingannare dalla apparente semplicità di questi brani, dalla facilità di ascolto di questa musica calda: qui c'è molta sostanza, c'è tanta carne al fuoco. Senza perdere un grammo in sincerità ed empatia. Tanta roba.

Track Listing: Red Hook Soul; Volunteered Slavery; The Nitty Gritty; Video Games; King Curtis; I Love You More Than Words Can Say; Did You Call Her Today?; Everybody Needs Love; Lucky Old Sun.

Personnel: Michael Blake: sax (soprano, tenore); Tony Scherr: chitarra solista; Avi Bortnick: chitarra ritmica; Erik Deutsch: piano, tastiere; Tim Lüntzel: basso elettrico; Moses Patrou: percussioni; Tony Mason: batteria.

Title: Red Hook Soul | Year Released: 2017 | Record Label: Ropeadope

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