Tommaso Starace: Narrow Escape
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Com'è noto Tommaso Starace opera prevalentemente nel Regno Unito, dove s'è trasferito a 19 anni diplomandosi al conservatorio di Birmingham e poi conseguendo il master alla Guildhall School of Music and Drama. Da allora è trascorso un ventennio e oggi il sassofonista è tra i migliori jazzmen d'oltremanica, con all'attivo alcuni dischi da leader e decine di esibizioni in festival con propri gruppi o con i migliori colleghi britannici.
In questa nuova incisione Starace presenta l'harmony less quartet ovvero il suo quartetto senza pianoforte o altri strumenti armonici. È una formula resa famosa nel 1952 dal quartetto West Coast di Gerry Mulligan con Chet Baker e poi nel 1959 da Ornette Coleman con Don Cherry, che inaugurò il free jazz.
In front line con Starace non troviamo però una tromba ma il sax tenore di Dave O’Higgins e l'estetica condivisa dal quartetto è radicata nel be-bop, anche se evidenzia aperture più avanzate. Se proprio volessimo trovare un riferimento nella storia del jazz moderno potremmo citare il quartetto di Charles Mingus con Eric Dolphy, Ted Curson e Dannie Richmond (Charles Mingus Presents Charles Mingus, Candid) ma anche lì c'erano sax e tromba e l'estetica era proprio a un passo dal free.
Il partner di Starace è un eccellente tenorista di Birmingham, attivo dai primi anni novanta con una ventina di dischi da leader e varie collaborazioni. Di recente ha inciso un ottimo lavoro, ospitando nel suo trio l'italiano Max Ionata.
Liberti è un bassista piemontese di vasta esperienza (Rosario Giuliani, Billy Cobham, Christian Escoude) e Bellavia è un emergente batterista che ha inciso di recente con Nguyen Le ed è autore di un innovativo metodo ispirato a Tony Williams.
Ma veniamo alla musica di Narrow Escape. La libera relazione col bop storico è evidente dal primo brano, il ritmicamente frastagliato "Touch and Go" che dà la misura di ciò che offre il percorso musicale: brani ricchi di tensione, quasi spigolosi, che partono da esposizioni in unisono e lasciano ampio spazio agli interventi dei sassofonisti. Eccetto il flessuoso e danzante "Medusa's Charm" tutti i brani di Starace hanno queste caratteristiche: il sax contralto s'esprime con timbro tagliente e spericolata fluidità mentre O'Higgins evidenzia un fraseggio insinuante e un timbro suadente ispirati da Joe Henderson e Michael Brecker.
Gli altri brani del disco sono famosi standard del jazz moderno, rielaborati con passione e animati da intenso groove: spiccano il monkiano "Trinkle Tinkle," il coltraniano "Grand Central," il gillespiano "Be Bop." La spiccata tensione ritmica contagia (e fa ridisegnare) anche la ballad di Van Heusen "Like Someon In Love" e la riscrittura bachiana "Fugue in Eb-"
. Un disco dove la tradizione si rinnova, con fantasia e passione.
In questa nuova incisione Starace presenta l'harmony less quartet ovvero il suo quartetto senza pianoforte o altri strumenti armonici. È una formula resa famosa nel 1952 dal quartetto West Coast di Gerry Mulligan con Chet Baker e poi nel 1959 da Ornette Coleman con Don Cherry, che inaugurò il free jazz.
In front line con Starace non troviamo però una tromba ma il sax tenore di Dave O’Higgins e l'estetica condivisa dal quartetto è radicata nel be-bop, anche se evidenzia aperture più avanzate. Se proprio volessimo trovare un riferimento nella storia del jazz moderno potremmo citare il quartetto di Charles Mingus con Eric Dolphy, Ted Curson e Dannie Richmond (Charles Mingus Presents Charles Mingus, Candid) ma anche lì c'erano sax e tromba e l'estetica era proprio a un passo dal free.
Il partner di Starace è un eccellente tenorista di Birmingham, attivo dai primi anni novanta con una ventina di dischi da leader e varie collaborazioni. Di recente ha inciso un ottimo lavoro, ospitando nel suo trio l'italiano Max Ionata.
Liberti è un bassista piemontese di vasta esperienza (Rosario Giuliani, Billy Cobham, Christian Escoude) e Bellavia è un emergente batterista che ha inciso di recente con Nguyen Le ed è autore di un innovativo metodo ispirato a Tony Williams.
Ma veniamo alla musica di Narrow Escape. La libera relazione col bop storico è evidente dal primo brano, il ritmicamente frastagliato "Touch and Go" che dà la misura di ciò che offre il percorso musicale: brani ricchi di tensione, quasi spigolosi, che partono da esposizioni in unisono e lasciano ampio spazio agli interventi dei sassofonisti. Eccetto il flessuoso e danzante "Medusa's Charm" tutti i brani di Starace hanno queste caratteristiche: il sax contralto s'esprime con timbro tagliente e spericolata fluidità mentre O'Higgins evidenzia un fraseggio insinuante e un timbro suadente ispirati da Joe Henderson e Michael Brecker.
Gli altri brani del disco sono famosi standard del jazz moderno, rielaborati con passione e animati da intenso groove: spiccano il monkiano "Trinkle Tinkle," il coltraniano "Grand Central," il gillespiano "Be Bop." La spiccata tensione ritmica contagia (e fa ridisegnare) anche la ballad di Van Heusen "Like Someon In Love" e la riscrittura bachiana "Fugue in Eb-"
. Un disco dove la tradizione si rinnova, con fantasia e passione.
Track Listing
Touch And Go; Medusa’s Charm; Fugue In Eb; Narrow Escape; Trinkle Tinle; Grand Central; Like Someone In Love; Be Bop; Pass A Good Time.
Personnel
Tommaso Starace
saxophoneTommaso Starace: alto saxophone; Dave O’Higgins: tenor saxophone; Davide Liberti: bass; Ruben Bellavia: drums.
Album information
Title: Narrow Escape | Year Released: 2019 | Record Label: Music Center
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About Tommaso Starace
Instrument: Saxophone
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