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Leena Conquest sings the songs of Dave Burrell
L'edizione primaverile di Musica 90, giunta al sedicesimo anno, presenta tra i vertici della programmazione l'incontro tra due generazioni di artisti afro-americani.
Il piano di Dave Burrell, figura storica dell'avanguardia free degli anni '60 e '70 (lo ricordiamo con Archie Shepp, Sunny Murray e, più recentemente, con David Murray) sostiene e ispira l'intensità del canto di Leena Conquest, una delle voci più importanti e originali emerse nell'ultimo decennio (per leggere un'approfondita intervista clicca qui).
Con atteggiamento apparentemente compassato, Burrell si ritaglia un ruolo ben più complesso dell'accompagnamento: a lui si deve la messa in musica dei versi composti dalla poetessa Monika Larsson (My Muse, sussurrano complici le sue labbra) e la realizzazione degli arrangiamenti.
E' lo stesso Burrell a evocare l'origine dei brani, a suggerire le storie narrate dai testi, ma senza indulgere agli ammiccamenti né alla prolissità: le sue parole sono avvolte da un'aura di ironico, essenziale, distacco.
In un gioco di perfetta complementarietà, spetta a Leena dare forma e corpo alle canzoni, spaziando dalla seduzione di Cela me va, alla squallida vanità di uno spacciatore raccontata nella disincantata Black Robert, sino all'elegia commossa di Teardrops for Jimmy (dedicata all'indimenticato contrabbassista di John Coltrane).
Il canto, mai forzato verso scorribande free, è nondimeno vivificato da una profonda partecipazione emotiva, che affonda le radici nel blues e nel gospel e si scioglie in brevi inserti liberamente improvvisati.
Impeccabile la prova del pianista, il cui idioma, limati gli spigoli avanguardistici, resta connotato da una peculiare percussività - una sorta di stilizzazione dello stride - ma raccoglie armonie e ritmi anche dalla musica classica francese del primo novecento e da quella popolare sudamericana (bossanova e tango in particolare): un fulgido esempio di quest'ultima influenza lo offre Crucificado, già vecchio cavallo di battaglia di Archie Shepp. L'empatia tra i due protagonisti raggiunge il culmine nell'improvvisazione che conclude la serata.
La gestualità e lo sguardo della Conquest interagiscono con i suoni attraverso una fitta rete di rimandi reciproci, comunicando meglio delle parole lo stupore che sanno suscitare la musica e la danza quando si restituisce loro la libertà di muoversi nello spazio, al di là delle strutture precostituite.
Visita il sito di Dave Burrell.
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