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Lana Meets Jazz - 5a Edizione

Paolo Peviani By

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Lana Meets Jazz -5a Edizione
Lana
09.04-08.05.2016

Giunto alla sua quinta edizione, quest'anno il Lana Meets Jazz ha programmato concerti per un'intera settimana. Una dimensione importante, che accanto alle più che legittime soddisfazioni per la crescita ed il successo del festival, impone agli organizzatori Helga Plankensteiner e Miki Lösch una riflessione sul futuro della manifestazione: mantenere la programmazione entro queste dimensioni, ancora gestibili direttamente, o continuare nel processo di espansione allargando di conseguenza lo staff e coinvolgendo nell'organizzazione e gestione del festival altri soggetti?

Indipendentemente dalla decisione che verrà presa, crediamo che il festival debba assolutamente mantenere intatta la sua specificità, quell'elemento che lo rende davvero unico: la partecipazione attiva degli allievi delle scuole di musica locali, presenti in tutte le serate come opening band, e talvolta sul palco insieme ai protagonisti dei concerti principali.

Al netto del talento individuale, si percepisce infatti chiaramente in questi giovani studenti (e dunque rendiamo il giusto merito ai loro insegnanti) la capacità di suonare insieme con precisione e determinazione. Impossibile, da spettatori, non subire il fascino di una big band giovanile che esegue brillantemente composizioni originali, o di una sezione fiati di età variable tra gli undici e i tredici anni che si cimenta in un call & response con Stefano di Battista senza farsi intimidire, suggerendo anzi interessanti variazioni.

Venendo ai concerti maggiori, la musica proposta ha spaziato ampiamente attraverso i diversi stili del jazz, dallo swing dell'Alfredo Ferrario Quartet e degli austriaci Flo's Jazz Casino (che non abbiamo potuto seguire) agli echi metropolitani, sporchi e terribilmente cool, di Marc Ribot, protagonista di un concerto ricchissimo di citazioni (dai "Book of Heads" di John Zorn a "Ghost" di Albert Ayler passando per Frantz Casseus e innumerevoli standard). Un flusso fitto e denso di musica, carica di blues e impreziosita da un pizzico di sano rumore e di altrettanto sana ironia, come peraltro sottolineato anche dai titoli di alcuni dei brani eseguiti ("Noise," e tre diversi "Exercise in Futility").

Con Gerry Mulligan nel cuore, il quintetto Barionda ha visto invece schierati sul palco ben quattro sax baritoni (Javier Girotto, Helga Plankensteiner, Florian Bramböck e Giorgio Beberi), accompagnati dalla batteria di Robert Kainar. Un organico decisamente inusuale, interessante nel suo mettere a confronto quattro artisti che, sebbene accomunati dallo stesso strumento, sono di fatto decisamente diversi uno dall'altro per impostazione, voce strumentale, fraseggio.

Lo stesso Javier Girotto, questa volta prevalentemente al sax soprano, è stato poi protagonista di un concerto intriso di echi argentini, in compagnia del giovane (e straordinario!) Vince Abbracciante, con il quale ha mostrato un'intesa ed un'affinità davvero notevoli e dato nuova linfa al suo dialogare con la fisarmonica, cui ha aggiunto un vago sapore mediterraneo.

Ancora sax, questa volta tenore e soprano, con Tino Tracanna, special guest insieme al trombettista Walter Civettini della Farejazz Bigband diretta da Stefano Colpi, che all'Hotel Laurin di Bolzano ha presentato un programma di brillanti standards, prevalentemente a firma di Thad Jones.

Ottimo jazz contemporaneo, molto ben scritto ed altrettanto ben orchestrato ed eseguito, per Rosa Brunello Y Los Fermentos (Rosa Brunello al contrabbasso, David Boato a tromba e flicorno, Filippo Vignato al trombone, Luca Colussi alla batteria), autentica rivelazione del festival, che ha presentato brani tratti dal CD Upright Tales di recente pubblicazione per l'etichetta Cam Jazz. Musica ritmicamente varia, cantabile ma tutt'altro che semplice, una band dal suono compatto e coeso, con la leader che porge il tempo in modo non convenzionale, lavorando più sulla tessitura melodica che sulla scansione. Molto bravi!

Il quartetto del sassofonista Stefano Di Battista (Andrea Rea al pianoforte, Daniele Sorrentino al contrabbasso, Roberto Pistolesi alla batteria), ha eseguito brani tratti dall'album Woman's Land, dedicati ad importanti figure femminili reali e di fantasia, come Molly Bloom, Rita Levi Montalcini, Coco Chanel e Maria Lani, e classici della canzone italiana come "Quando" di Pino Daniele e "Attenti Al Lupo" di Lucio Dalla, in un concerto improntato al divertimento ed allo sfrenato virtuosismo, per chiudere il festival in bellezza con tanto di fuochi d'artificio.

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