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Gigi Cifarelli / Mike Stern
Teatro President - Piacenza - 01.04.2006
Gigi Cifarelli, chitarrista italiano tra i più apprezzati e popolari, e Mike Stern, vera e propria leggenda della sei corde elettrica, hanno dato vita sul palcoscenico del Teatro President nel penultimo appuntamento del Piacenza Jazz Festival, ad una sorta di "notte delle chitarre" che ha entusiasmato il numerosissimo pubblico presente.
L'esibizione ravvicinata ha altresì permesso di confrontare due approcci, due concezioni musicali, assai diverse tra loro. Il primo set ha messo in mostra un ottimo solista, supportato da tre musicisti funzionali alle idee del leader, in un ruolo di gregariato di lusso, per usare un gergo ciclistico. Nel secondo set protagonista assoluto è stato il concetto di gruppo, di flusso sonoro denso e compatto, plasmato, scalpellato, decorato, rimodellato da ciascun musicista attraverso una interazione continua e stimolante, alimentata senza soluzioni di continuità dalle idee lanciate dalla chitarra del leader e rielaborate dai compagni di viaggio.
Nel set d'apertura Cifarelli ha attinto principalmente al blues, interpretato nelle sue diverse sfaccettature, ora rifacendosi alla lezione di Wes Montgomery ora a quella più leggera e ricca di venature pop di George Benson, con quello stile fluido, ammiccante, ed il caratteristico uso della voce a doppiare la linea melodica. Chitarrista di grande comunicativa e contagiosa allegria, Cifarelli sa come conquistare il pubblico, che risponde con calorosi applausi all'incursione solitaria in stile bluesy, nella tradizione della melodia partenopea.
Che Mike Stern sia un eccelso chitarrista ci sono le collaborazioni eccellenti (Miles Davis su tutte), le realizzazioni discografiche, gli apprezzamenti di colleghi, critica e pubblico a testimoniarlo. Ma la sua grandezza risiede anche nella capacità di far deflagare il materiale sonoro di partenza, siano esse composizioni originali o brani altrui, in una esplosione di ritmi e colori, con una direzione musicale cangiante ed attenta a raccogliere le sollecitazioni suggerite dalle dinamiche del gruppo.
Con questo tipo di approccio diventa indispensabile poter contare su musicisti affiatati, dalle orecchie ben aperte e dotati di dirompente personalità, caratteristiche che non difettano certamente a Kim Thompson, batterista funambolica, dalla scansione ritmica in perenne ebollizione, che ha garantito un "tiro" impressionante all'intera band, ma altresì ha sorpreso per delicatezza e sensibilità nell'uso delle spazzole.
Né mancano a Chris Minh Doky, formidabile sia al contrabbasso che al basso elettrico, autore di pregevoli inserti solistici e di un sostegno ritmico sempre propositivo. Così come Bob Franceschini al sax tenore si è reso protagonista di assoli incendiari e di serrati duetti con la chitarra del leader. Leader che ha dispensato massicce dosi di grande musica, lampi di pura classe con un solismo nel quale la tecnica sublime viene messa al servizio delle idee e che, soprattutto, è sembrato divertirsi un mondo a ...suonare e ad ascoltare la propria musica.
Foto di Roberto Cifarelli [ulteriori immagini tratte dal concerto di Mike Stern sono disponibili nella galleria immagini
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