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Giovanni Falzone Trio Freak Machine all’Atelier Musicale
Courtesy Erminio Garotta
Auditorium G. Di Vittorio
Atelier MusicaleXXXI Stagione
Milano
24 gennaio 2026
La seconda parte della stagione dell'Atelier Musicale si è aperta con il trio Freak Machine del trombettista Giovanni Falzone (qui anche a voce ed elettronica), affiancato da Andrea Bruzzone alla batteria e Giuseppe La Grutta al basso elettrico.
In programma, musiche di Falzone intorno al tema della contemporaneità, al tema delle nostre esistenze sempre più permeate e quasi dominate dalla tecnologia e dall'intelligenza artificiale. Musica programmatica e politicamente impegnata nel senso più nobile del termine, dunque. Musica come atto di resistenza nei confronti di un mondo che, indubitabilmente, sta prendendo una deriva preoccupante.
E se guardare al passato può essere romantico e consolatorio ("The Clown," "Burattini"), compito dell'artista è leggere il presente e segnalarne i pericoli ("L'uomo Robot," "Red LightLa Goccia e la Roccia"), ma anche indicare una possibilità, una via di fuga futuribile, cogliendo qualche germoglio di speranza ("White Light"). Viene in mente, a tratti, Pier Paolo Pasolini, non a caso citato durante il concerto dallo stesso Falzone quale esempio di artista ed intellettuale consapevole del suo ruolo nella società.
Coerentemente con il concept di questo lavoro, le composizioni di Falzone si muovono tra echi della tradizione jazzistica e influenze delle musiche contemporanee (eurocolte, rock, funk, rap), spesso in modo frammentario, onnivoro e frenetico come i tempi che stiamo vivendo.
L'abbondante uso di elettronica da parte del leader arricchisce la paletta timbrica ed inserisce elementi di varietà, ma anche di inquietudine, mentre la voce e i testi contribuiscono a rendere il messaggio più intelligibile.
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