Home » Articoli » Live Review » Canto Generàl

1

Canto Generàl

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Teatro Comunale - Ceglie Messapica - 25.01.2009

"Il Jazz è gioia e dolore, non è molta di quella musica becera, da sottofondo che si ascolta oggi. Il Jazz è Obama". E' nelle parole di Pino Minafra che va colto il senso dell'esibizione di "Canto Generàl" che in un teatro gremito, ha aperto ufficialmente la XV stagione concertistica promossa dell'associazione "Caelium". Sono anni ormai che "Canto Generàl" (Pino Minafra, tromba, flicorno, didjeridoo, Roberto Ottaviano, sax alto e soprano, Livio Minafra, pianoforte e fisarmonica, e per l'occasione Pasquale Gadaleta, contrabbasso, Vincenzo Mazzone, batteria, in sostituzione di Roberto Bellatalla e Louis Moholo), concepito inizialmente come un largo ensemble e poi asciugatosi fino a trovare la dimensione del quintetto, va recuperando la musica degli esuli sudafricani nella Londra degli anni '60 e '70.

Musicisti come Mongezi Feza, Louis Moholo, Harry Miller, Dudu Pukwana che con il loro carico di dolore per l'umiliazione dell'Apartheid hanno ragalato alla Black Music piccole perle come "Orange Groove," "Angel nomali," "MRA". L'ensemble è una macchina ben oliata e si regge sul gusto del "divertissement" tipico di Pino Minafra. Il concerto è un'esplosione di suoni e colori: riffs sovrapposti o a incastro, parti antifonali, continui cambi di tempo. Si va avanti per strati sonori, con laceranti note dei fiati, il contrabbasso che riempie lo spazio, l'invenzione continua del pianoforte e dei tamburi, passando senza soluzione di continuità da rabbiosi frammenti Free a momenti di lirica distensione a umori gospel.

Minafra (che rispolvera "Cammello," una sua composizione dell'88 contenuta null'album "Colori") ci mette del suo improvvisando un rap al megafono, coinvolgendo il pubblico nella presentazione dei musicisti, spiegando ai numerosi ragazzi presenti che la diversità è un dono. In teatro si libera un'energia positiva, che si stempera nel finale screziato di "You Ain't Gonna Know Me 'cause You Think You Know Me" di Mogezi Feza. Titolo quanto mai significativo: "Tu non mi conosci perchè pensi di conoscermi".

Concerto bello e coinvolgente, che ha dimostrato come oggi il Jazz sia una musica viva e attuale, capace di trasmettere messaggi forti. E fa piacere sapere che il Quintetto originario lo si potrà presto ascoltare su disco prodotto dalla Ogun, l'etichetta creata da Harry Miller per documentare la musica della diaspora sudafricana.

Foto di Pierpaolo Faggiano


AAJ Italy Staff FOLLOW AAJ Italy Staff and get notified whenever a new article published.
Designated author for the AAJ Italy archive.

Tags


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Popular

Chicche dall'archivio

Jazz article: Merano Jazz Festival and Academy 2023
Jazz article: Joyce Moreno al Summer Jazz Festival di Palermo
Jazz article: Chilly Gonzales al Parco della Musica Roma

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.