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Arvo Part

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

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Orchestra Sinfonica Nazionale Estone - Coro Filarmonico da Camera Estone Arvo Part Cattedrale di San Giovanni Battista - Torino 15.02.06

Integrandosi con una peculiare alchimia nell'atmosfera frizzante delle Olimpiadi Invernali, alcune occasioni concertistiche di alto profilo arricchiscono un'offerta di attrazioni già piuttosto variagata.

Grazie all'impegno di Torino Settembre Musica e delle altre istituzioni coinvolte nell'evento olimpico, incastonate tra i gioielli vivaldiani interpretati da Jordi Savall con il Concert des Nations e dall'Academia Montis Regalis, le gemme musicali di Arvo Part irradiano nel Duomo la loro luce soffusa.

Il concerto si apre con la solennità festosa, vagamente ipnotica di Arbos, alla quale la raffinata concisione dell'intreccio, messa in risalto dai timbri trasparenti dell'Orchestra Filarmonica Estone, impedisce di cristallizzarsi nella monumentalità.

A guidare con gesto sicuro l'esecuzione è un attentissimo Olari Elts, direttore già assai quotato, a poco più di trent'anni, e destinato a far parlare molto (e bene) di sé.

Le opere centrali del concerto rappresentano un'occasione di ascolto raro, nel caso di Cecilia, vergine romana - purtroppo non ancora documentato su CD -, e addirittura unico (unico per poco, si spera, dato l'indubbio fascino del brano), con la prima esecuzione assoluta di La Sindone.

Questa composizione, commissionata per i XX Giochi Olimpici Invernali da Settembre Musica - che con Part ha una consuetudine ormai più che decennale - e ispirata al Sacro Lino custodito nella Cattedrale, non soltanto ne rievoca il secolare itinerario tra Oriente e Occidente, ma pare ripercorrere, nel suo svolgimento, le tracce della Passione di Cristo.

L'incipit, prassi singolarissima in Part, si apre con un grido lacerante e soffocato, come ad evocare inesprimibili abissi di dolore.

Tutto il brano pare sospeso sull'orlo dell'annichilimento, tra le melodie spezzate degli archi e i frammenti di marcia funebre scanditi da un tamburo.

Qualche barlume s'intravede nelle sonorità diafane delle percussioni metalliche; ma l'oscurità si approssima di nuovo, con il mugghiare luttuoso dei contrabbassi e dei violoncelli.

Lentamente, però, ha inizio la risalita, introdotta dagli archi acuti e rafforzata dalla luminosità tersa di due ottoni: la nota reiterata dalla tromba annuncia con voce sommessa ma fiduciosa la vittoria della vita sulla morte.

Non c'è proclamazione trionfalistica, tuttavia; è il lieve accordo dei violini e delle viole ad arrestare il continuum sonoro, lasciando l'ultima parola al silenzio; un silenzio che, questa volta, non s'inabissa nel mutismo ghiacciato dell'angoscia, ma allude, impalpabilmente, all'ineffabile mistero del Dio incarnato e risorto.

La parola è, invece, la solida base su cui poggia la composizione dedicata al martirio di Santa Cecilia.

Il testo del Breviario Romano viene declamato dal Coro Filarmonico da Camera Estone in un italiano piu' che discreto (qualità purtroppo rara, di questi tempi, in tante interpretazioni corali e operistiche!) e - come di consueto nella prassi compositiva di Part - le parti vocali trascolorano in quelle strumentali in un sottile gioco di reciproci richiami timbrici e ritmici, con accenti talvolta drammaticamente espressivi.

Le tensioni si placano in Da pacem Domine, miniatura cesellata a partire da un'antifona gregoriana del nono secolo, il cui testo è, però, assai appropriato alle istanze più urgenti della nostra epoca, non soltanto al clima olimpico. Nel brano, commissionato da Jordi Savall nel 2004 e documentato recentemente su CD dalla ECM, il noto stile tintinnabuli, ispirato alla risonanza dei campanelli, raggiunge un nitore formale che può destare il sospetto di una semplicistica aproblematicità in chi non colga come esso sia funzionale a esprimere, nella sua essenza più profonda, tutto un mondo spirituale.

Con una vibrante replica de “La Sindone”, si conclude il concerto, salutato con commozione dal pubblico, tra i quali erano molte le autorità e personalità presenti; è stato il Cardinale di Torino, in particolare, il primo a felicitarsi per l'ispirazione autenticamente religiosa di Arvo Part con una benedizione speciale chiesta dal compositore stesso.

Visita il sito su Arvo Part Consulta la Pagina Web di Torino Settembre Musica per le Olimpiadi della Cultura .


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