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Woodstore Quintet
Cattivi e nervosi, nel senso più musicale del termine. Il Woodstore Quintet mette in risalto soprattutto dal vivo la sua energia. Durante la rassegna “(To) be in jazz”, organizzata dall’associazione Blue Note Orchestra di Sassari, il gruppo ha fatto ascoltare un estratto della sua storia, con brani tratti sia da Distanza che da 41st Parallel.
Il quintetto, composto da Mariano Tedde al pianoforte, Massimo Carboni al sax tenore, Paolo Spanu al contrabbasso e Gianni Filindeu alla batteria, è completato in questa occasione dalla presenza di Andy Gravish alla tromba e al flicorno. Il suono del gruppo, che nell’ultimo CD è impreziosito dalla tromba di Tim Hagans, diventa con Gravish più squillante e aggressivo, ma l’impianto della formazione resta immutato.
Un jazz moderno, energico, che mette in gioco una grande passione per l’hard bop e ogni tanto fa sentire sfumature di cool. I brani, tutti composti da Mariano Tedde, sono un inseguirsi di obbligati e di cellule melodiche raffinate e orecchiabili, racchiuse in arrangiamenti ricchissimi (anche questi completamente curati dal pianista).
La sezione di fiati è perfettamente complementare: la tecnica sopraffina di Gravish porta la tromba a girovagare sui sovracuti con un fraseggio accattivante, e lo scambio con Carboni fa risaltare il suono caldo, quasi intimo, che il sassofonista riesce a dare al suo strumento anche quando la dinamica sale ossessivamente.
Nonostante nell’improvvisazione i fiati facciano la parte da leone, la musicalità di Mariano Tedde riesce a imporsi negli interventi solistici. La sezione ritmica si concede pochissimi momenti da protagonista ma l’interplay tra Spanu e Filindeu permette alla dinamica di ondeggiare in perfetta sintonia con i solisti.
Il Woodstore resta una delle formazioni italiane di più ampio respiro, che riesce a rimettere in gioco gli schemi tradizionali del jazz. Il concerto-aperitivo di Sassari è stata anche l’occasione per presentare una chicca sia per gli appassionati di jazz sia per gli amanti del buon bere: lo spirito dell’ultimo disco del quintetto è stato racchiuso in una bottiglia. Si chiama “Parallelo 41” ed è un vino prodotto dalle Tenute di Sella & Mosca.
Foto di Silvana Porcu
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