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Trading Fours. Il jazz e l'organizzazione che apprende

Trading Fours. Il jazz e l'organizzazione che apprende.

Di Michael Gold e Dario Villa.

Art for Business Edizioni (2012) - Pagine 51. Gratuito

Jazz e organizzazioni di impresa. Universi differenti. Molto distanti. Per certi versi (valori, obiettivi, finalità) incompatibili. L'osservatore attento non può tuttavia non cogliere alcuni elementi di contiguità tra il mondo della musica improvvisata e quello del business. Il lavorare insieme per un obiettivo comune, la complessità, l'interazione adattativa, la necessità di pensare veloce, ...

Partendo da questi presupposti, Michael Gold e Dario Villa, entrambi formatori aziendali e appassionati di musica, hanno pensato di riflettere sul jazz - e in particolare sull'improvvisazione - come metafora per l'apprendimento nelle organizzazioni di impresa. Una riflessione in forma di dialogo (dettaglio interessante: i due autori, pur conoscendosi dal 2005, non si sono mai incontrati di persona), pubblicata come e-book sia in italiano che in inglese, e distribuita gratuitamente su Book Republic.

Il dialogo parte da una famosa citazione di Charles Mingus, che dice "Non si può improvvisare sul nulla", e dalla scomposizione "creativa" del termine improvisation in sottoelementi come action, improve, is. Ovvero: "l'improvvisazione come l'atto di migliorare quello che c'è".

È questo, un tema particolarmente caro alle organizzazioni aziendali. Basti pensare ai concetti di Total Quality Management ed al correlato continuous improvement. Ma dato che "i piani non sono infallibili e l'inaspettato può accadere," un approccio jazzistico, un "disporsi volontariamente all'inaspettato," si rivela molto utile per produrre un cambiamento efficace.

Il dialogo tra i due autori si muove tra spunti storici, teorici, filosofici, ed elementi pratici. Ci sono ghiotti riferimenti jazzistici, come "Stella by Starlight" nella versione di Derek Bailey (anche se mi resta il dubbio di quanti manager la conoscano e possano cogliere la portata del riferimento). Ci sono analisi di ruolo (l'improvvisatore che racchiude in sè la figura del compositore, dell'interprete e del direttore d'orchestra), di processi e dinamiche (il call & response come esempio di comunicazione basata sul dialogo). Fino ad arrivare a Miles Davis, e a Bitches Brew, come esempio di quella "distruzione creativa" descritta da Schumpeter. Il jazz come musica delle possibilità, il Real Book come esempio di conoscenza condivisa, il tritono e il pensiero divergente...

In un momento storico in cui le logiche economiche e finanziare stanno prendendo il sopravvento, anche in modo drastico e brutale, sul quotidiano delle persone, è bello pensare che il mondo del business si apra a dinamiche di tipo jazzistico. Con la speranza che ne possa assorbire anche il portato valoriale. Il dialogo, l'ascolto, la tolleranza, la libertà.

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