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Markus Stockhausen - Ferenc Snetberger Duo
Inserito all'interno di una rassegna di arte contemporanea, "Cose," che nell'arco della stagione proporrà diversi appuntamenti non soltanto musicali, il concerto del duo formato dal chitarrista ungherese Ferenc Snetberger e dal trombettista tedesco Markus Stockhausen è stato l'unico tenuto in Italia dal duo nell'ambito di un breve tour europeo. I due musicisti hanno collaborato attivamente fin dal 1999, realizzando insieme tre album dai quali erano tratti tutti i brani eseguiti nel corso della serata romana.
Preceduto da una rappresentazione di danza moderna con accompagnamento live affidato al clarinetto e ai sassofoni di Gabriele Coen, il concerto del duo si è aperto con la suite di tre brani 'Landscape' che diede origine alla loro collaborazione, e che contiene già tutte le caratteristiche della loro musica, basata su un'anima classica, fortemente intrisa della cultura europea comune ai due musicisti, sulla quale si innestano fraseggio e improvvisazione di tipo jazzistico. Il mix, mantenuto anche nei brani successivi, funziona alla perfezione, grazie alla sensibilità e alla personalità dei due musicisti, entrambi capaci di gettare un ponte tra accademia e tradizione, tra spontaneità e predeterminazione, tra composizione e improvvisazione. Nel raggiungimento di questo non facile equilibrio sta il merito maggiore del duo, formato da musicisti straordinari per tecnica e musicalità, perfettamente integrati l'un l'altro, e autori di una musica di grande intensità e comunicativa.
Il trombettista in particolare si è dimostrato solista di tutto rispetto, un aspetto della sua attività musicale che passa spesso in secondo piano rispetto alla sua attività di compositore. La sua duttilità, la sua potenza espressiva, il suo frequente ricorso a diverse soluzioni timbriche (durante il concerto ha alternato quattro strumenti diversi tra trombe e flicorni, oltre a un breve intervento alla mbira), in aggiunta alla conoscenza diretta dell'ambiente sia contemporaneo che jazzistico, ne fanno uno dei musicisti più brillanti e colpevolmente sottovalutati della scena attuale, Nel chitarrista ungherese, altrettanto dotato tecnicamente e dalla prospettiva altrettanto vasta (il suo repertorio spazia da Bach al gypsy jazz), sembra trovare un partner ideale, col quale condividere una visione musicale moderna, completa e totale, al di sopra di generi e barriere, in una collaborazione sempre fresca e stimolante.
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