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Fuentes
Per il quinto appuntamento del festival Orienteoccidente 2007, in scena Fuentes, gruppo di lungo corso (il primo CD risale a una decina d’anni orsono) messo in piedi dai percussionisti Ettore Bonafè, Paolo Casu e Brahima Dembelè, protagonista di una world immediata e di grande qualità.
La caratteristica più singolare di Fuentes è la formazione ampia, che include in modo quasi paritetico musicisti africani e italiani. Accanto ai tre leader, infatti, ruotano il sassofonista Stefano “Cocco” Cantini e il percussionista Adamà Dembelè, il chitarrista Mino Cavallo e la cantante Anna Granata, la danzatrice e cantante Claudine Zemasà e la bassista Francesca Taranto.
Con una commistione di generi e la sovrabbondanza di percussioni sarebbe facile cadere nell'esotismo banale; niente di tutto ciò accade con Funtes. Al contrario, l'abilità straordinaria di Brahima Dembelè tanto ai tamburi quanto nelle interpretazioni vocali e l'eccezionale affiatamento di tutto l'ensemble permettono la messa di una musica di grande impatto e coinvolgimento, ma anche di altissima qualità strutturale e sonora.
Qui, la presenza di ospiti come Aadamà Dembele a raddoppiare le percussioni africane e soprattutto a rappresentare alcuni pezzi di bravura ai tamburi (con varietà ritmiche e timbriche quasi incredibili), della danzatrice - realmente capace di incarnare i ritmi delle percussioni e non, come sempre succede, posta accanto alla musica - e di Cocco Cantini a disegnare suggestive linee con i suoi sax al centro del magma percussivo, non poteva che alzare la qualità generale. Favorendo così, oltre che un forte coinvolgimento anche di chi non sia un appassionato di musica africana, una complessità sonora estremamente sofisticata, terreno ideale per i pirotecnici interventi dei singoli.
World, si, ma con un cuore jazzistico.
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