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Franco D'Andrea 4tet + Dave Douglas

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Jazz Meeting—XV Edizione

Teatro Splendor - Bollate - 10.03.2011

Per la quindicesima edizione del Bollate Jazz Meeting, non poteva esserci inaugurazione migliore di questo incontro tra il quartetto di Franco D'Andrea (Andrea Ayassot ai sax, Aldo Mella al contrabbasso, Zeno De Rossi alla batteria) e la tromba di Dave Douglas. Spesso i progetti con lo 'special guest americano di turno' non vanno oltre l'incontro estemporaneo, senza alcuna progettualità, riducendosi ad occasioni per attrarre pubblico, per dare veste di evento a serate in cui i musicisti, in realtà, fanno compitini di routine.

Conoscendo la serietà e l'integrità artistica di Franco D'Andrea e Dave Douglas, non si potevano avere dubbi sul fatto che questo incontro si sarebbe mosso su un terreno ben più solido e concreto. Innanzitutto perché questa è una collaborazione che parte da lontano. I due si conoscono e si "studiano" da un paio d'anni (cfr. l'intervista fatta al pianista dal nostro Angelo Leonardi, N.d.R.). E poi perché questa di Bollate non è stata una serata estemporanea, ma una delle tante che vedrà nei prossimi giorni D'Andrea e Douglas insieme sul palco.

Come di consueto in questa rassegna, il concerto è stato introdotto da Maurizio Franco, che ha delineato come chiave di lettura della serata l'incontro tra un organico ben radicato in una concezione europea del jazz ma altrettanto consapevole delle esperienze americane, ed una stella di prima grandezza del jazz d'oltreoceano, molto attento a quanto avviene in Europa. Nella sua introduzione, Maurizio Franco aveva anche suggerito che il ruolo di Douglas sarebbe stato quello di battitore libero, inserito all'interno di un meccanismo perfettamente collaudato come il quartetto di D'Andrea. Questo era quello che ci attendevamo tutti e tale previsione, effettuata ovviamente ex-ante, era più che ragionevole. In realtà, la constatazione ex-post è che Douglas si è inserito così bene nelle dinamiche del quartetto, da farlo diventare non tanto un "quartetto più guest star," quanto un vero e proprio quintetto. Quintetto il cui direttore musicale è Franco D'Andrea, e che quindi ha proposto la musica cui il pianista meranese ci ha abituato (o meglio, viziato!) nel corso degli anni. Strutture aperte e contemporanee, con numerosi richiami ai grandi del passato (Monk su tutti). Massima libertà, sempre molto controllata. Pedali travolgenti per grinta e complessità.

Una bellissima serata, con momenti di rara intensità, cui si fatica a credere se si pensa che questa di Bollate era solo la seconda volta che il quintetto suonava insieme. Naturalmente c'è qualche piccolo dettaglio da limare (nei momenti più aperti, Douglas ha faticato un po' a stare al passo del quartetto; la distribuzione degli spazi tra i due fiati è risultata sbilanciata in favore del trombettista, penalizzando un po' Ayassot), ma sono cose che si aggiustano rapidamente. Certo è che questo gruppo, questa collaborazione, ha un potenziale impressionante. Confidiamo in ulteriori sviluppi.

Foto di Roberto Cifarelli.

Ulteriori immagini di questo concerto sono disponibili nella galleria immagini.

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