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Tell No Lies al Pinocchio di Firenze
Courtesy Annamaria Lucchetti
Pinocchio Live Jazz
Firenze
3.12.2022
Dopo la performance dei Pipe Dream (clicca qui per leggerne la recensione), un'altra singolare e interessantissima formazione italiana è salita sul palco del Pinocchio Live Jazz per presentare il suo ultimo album: si trattava stavolta del quintetto Tell No Lies, il cui Hide Nothing è appena uscito per Aut Records.
Organico apparentemente "classico," due sassofoni sostenuti da un trio pianocontrabbassobatteria, Tell No Lies ha messo in scena una musica che era invece un'originale mediazione tra la tradizione e l'innovazione, la strutturazione e la libertà, il lirismo e l'espressività più ardita. Ciò grazie in parte alle composizioni, tutte del pianista Nicola Guazzaloca, in parte alle personalità artistiche dei cinque musicisti.
Aperti e strutturati, i brani proposti dalla formazione avevano tuttavia precise tracce narrative, basate su temi vivaci e trascinanti ancorché minimali, che talvolta richiamavano l'affascinate musica della "diaspora sudafricana" in Europa degli anni Sessanta e Settanta, e come quella lasciavano spazi alla libera interpretazione dei sassofoni. Questi ultimi erano affidati a due interpreti timbricamente e concettualmente assai diversi, ma anche per questo complementari: più scabro e torrenziale Edoardo Marraffa al tenore, che quando imbracciava il sopranino diventava persino acido; più misurato e timbricamente nitido Filippo Orefice, al solo tenore, che non ha comunque fatto mancare esplorazioni in territori espressivi più estremi. I due alternavano momenti di assolo ad altri di unisono, nei quali si evidenziavano ancor più le differenze.
Guazzaloca, che al piano ha un ampio bagaglio di stilemi improvvisativi elaborati anche nell'ambito della contemporanea, dirigendo la formazione dalla tastiera ha tutto sommato limitato i propri interventi solistici, ma quando si è ritagliato degli spazispesso anche in contrappunto alle scorribande dei due saxha aggiunto preziosi elementi alla trama complessiva. Stessa cosa va detta per Luca Bernard, raramente in primo piano con il suo contrabbasso, ma sempre eccellente pilastro di una musica che ha nel ritmo il suo filo conduttore. Davvero gigantesco, infine, il lavoro di Andrea Grillini, costruttore di un mutevole tappeto sonoro che costituisce un elemento caratterizzante della formazione: le sue variazioni sia stilistiche, sia forse soprattuttodinamiche erano spesso essenziali per lo sviluppo del discorso musicale, oltre che a momenti davvero entusiasmanti.
In questo senso, merita menzionare il brano che ha concluso il primo set, "Scintilla," proveniente dal CD Anasyrma (Aut Records, 2020). Un brano basato su un tema di poche note, reiterato con impercettibili variazioni per quasi dieci minuti dai sax sostenuti da piano e contrabbasso, mentre il batterista cresceva nell'intensità dinamica fino a coprirne il suono, per poi ridiscendere fino a un finale sfumato. Un vero capolavoro di coinvolgimento emotivo, che ha deliziato il pubblico.
Ma, aldilà di questa "perla," tutto il concerto è stato un entusiasmante scintillare di suoni trascinati da ritmi che invitavano ad alzarsi e danzarecosa impossibile in un jazz club, ma che ha spinto il pubblico a richiedere bis su bis. Ennesimo successo di una formazione nostrana che prosegue in crescendo la sua avventura artistica ormai più che quinquennale.
About Nicola Guazzaloca
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