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Festival Jazzdor - Strasburgo
Il festival, dedicato al pianista tedesco Sigfried Kessler scomparso il 23 Gennaio, su cui il 10 Novembre è stato mostrato un film documentario della regista Christine Baudillon nei
pressi della Bibliothèque Municipale di Strasbourg-Mainau. 56 minuti registrati nell'arco di un anno gettando uno sguardo sull'insolita vita a bordo di un'imbarcazione di un pianista poco noto in Italia e che ha registrato, fra l'altro, con Archie Shepp.
Il festival è cominciato con un concerto di Joe Lovano il 16 Ottobre, per poi riprendere tre settimane dopo. Come al solito, per il quinto anno di fila, si è avuto lo scambio fra le citta' di Offenburg (Germania) e Strasburgo. Qui si sono esibiti il trio di Alexander von Schlippenbach con Evan Parker e Paul Lovens e Joelle Leandre in duo con George Lewis e poi con un quintetto di connazionali, mentre in Germania una settimana dopo il contrabbassista Diete Ilg, originario di Offenburg, ha offerto un ottimo concerto in trio insieme al pianista Daniel Karlsson ed al batterista francese Patrice Heral. Il programma Folk Songs 2007 si riallaccia ad un progetto iniziato nel 2003 e che è proseguito
nonostante il cambio dei sideman. L'idea di riprendere canzoni antiche del folklore tedesco ed europeo si è rivelata abbastanza riuscita, in improvvisazioni che qua e là hanno richiamato modelli che vanno per la maggiore, come i trii EST e Bad Plus. Ilg, che negli ultimi tempi ha seguito strade differenti, insieme a Randy Brecker o in duo con Charlie Mariano, si è mostrato ispirato sia come strumentista che come leader, un artista a suo agio in contesti differenti e comunque sempre al meglio delle sue possibilità. I due comprimari non sono stati da meno, interpretando in modo preciso le direttive impartite dando un'esibizione concentrata. Ottima la risposta del pubblico ad un progetto che dalle sonorità friselliane degli inizi è proseguito negli anni con un repertorio che è cambiato poco nei titoli proposti, ma ha seguito una sua evoluzione nel modo in cui questi sono stati proposti. Una bella conferma per uno dei bassisti più interessanti del vecchio continente.
A seguire il sassofonista francese Julien Loureau, accompagnato dal gruppo di percussionisti Rumbabierta, fondato a Parigi da musicisti cubani. Un concerto con elementi di pop, rumba, jazz, in cui il musicista francese ha sfoggiato degli assoli interessanti al sax soprano, più convenzionali al sax tenore. Musica sicuramente più per i piedi che per la mente, che ha divertito il pubblico presente, anche se lontana anni luce da proposte con strumentazioni simili da artisti del calibro di Steve Coleman o dei Sonic Libearation Front.
La sera dopo nella stesso teatro si sono esibiti il giovane pianista tedesco Michael Wollny in solo ed il quartetto di Dave Liebman con una ritmica europea: il pianista svedese Bobo Stenson ed i francesi Jean-Paul Celea al contrabbasso e Daniel Humair alla batteria.
I numerosi concerti, due-tre ogni giorno, sparsi in ben 15 luoghi, hanno offerto ancora gruppi di alto livello, come il trio di Ellery Eskelin con Andrea Parkins e Jim Black ed il chitarrista Christy Doran in quartetto con la cantante Erika Stucky, Fredy Studer alla batteria e l'ex bassista di Ornette Coleman Jamaladeen Tacuma in un omaggio alla musica di Jimi Hendrix.
Il festival si è chiuso dopo tre settimane e 36 concerti il 23 Novembre con il quartetto del pianista Ahmad Jamal. Oltre ad i consueti James Cammack al contrabbasso e Idris Muhammad alla batteria c'era il percussionista Manolo Badrena, noto ai più per gli anni spesi con i Weather Report. La disposizione del gruppo, con il percussionista alle spalle di Jamal ed i due ritmi a sinistra (ma con la batteria poco visibile), ha mostrato l'empatia del quartetto. Mentre l'anziano pianista dava delle direttive alzando una mano, senza sollevare lo sguardo
dalla tastiera, tutto si svolgeva in modo perfetto, con un repertorio preso a prestito dal disco del trio per la Dreyfus, insieme ad una splendida interepretazione di "Poinciana". Un trio fra i migliori del jazz contemporaneo, di un pianista che solo di recente ha ricevuto la dovuta attenzione da parte della critica. Dopo un periodo insieme ai grandi del bop ha trovato una sua strada ed un suo stile originale che lo hanno reso uno dei caposcuola del jazz odierno. L'ammirazione del pubblico, con la standing ovation finale, ha chiuso il festival nel migliore dei modi. Un piccolo gruppo di "irriducibili" ha continuato dopo il concerto a chieder autografi e consigli ai tre sideman usciti a smontare gli strumenti. Disponibili e gentili, hanno mostrato come sia possibile conciliare grande jazz e modestia.
Un festival che di anno in anno si conferma fra i più importanti in Europa e che viene seguito da un pubblico locale che costantemente garantisce il tutto esaurito ai concerti.
Foto di Claudio Casanova (A v.Slippenbach e E.Eskelin) e Roberto Cifarelli (A.Jamal)
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