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Live Review

New Ethic Society al Pinocchio di Firenze

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New Ethic Society
Pinocchio Live Jazz 2022-2023
Pinocchio Jazz
Firenze
5.11.2022

Per la partenza del suo ventottesimo anno di attività, il Pinocchio Jazz di Firenze ha scelto un progetto interessantissimo non solo dal punto di vista musicale, ma anche sociale e politico: la suite Post Colonial Blues, scritta da Marco Colonna, interpretata dal sestetto New Ethic Society e dedicata a Thomas Sankara, visionario Presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987, quando fu assassinato in un colpo di Stato.

Di questo progetto avevamo già parlato recensendone l'omonimo disco, il quale—essendo registrato dal vivo—non differiva molto da quanto la formazione ha messo in scena sul palco del jazz club fiorentino. A mutare è stata tuttavia la percezione che se n'è avuta fruendo della musica dal vivo e, grazie a ciò, comprendendo meglio le dinamiche delle diverse parti della suite e i rapporti che legano i musicisti nell'interpretarla.

A uscirne particolarmente valorizzata è stata la figura di Giulia Cianca—e scriviamo "figura," perché "cantante," come vedremo, sarebbe riduttivo. A lei è infatti affidato un ruolo sfaccettato e poliedrico, che nell'ascolto del disco non veniva del tutto valorizzato: declamatrice di alcune parti di un celebre e affascinante discorso di Sankara, che apre, cadenza e conclude la suite; vocalist singolarissima, con stilemi tratti ora dalla contemporanea, ora dal canto etnico africano, sempre finalizzati a un uso della voce come strumento; trait d'union di gran parte delle transizioni della suite, grazie anche al dinamismo scenico. Aspetti ben percepibili assistendo dal vivo al concerto, dove si sommavano l'un l'altro dando alla performance della Cianca un grande spessore.

Assai valorizzata dalla fruizione diretta anche la chitarra baritono di Luca Corrado—che con Colonna e il batterista Cristian Lombardi ha una lunga collaborazione in Noise of Trouble—importante per il colore che conferisce alla musica e per la tessitura di una trama avvolgente che unifica i momenti collettivi.

Più in generale, assistere all'esecuzione della suite ha permesso di coglierne in modo diverso la complessità, su disco (nominalmente) scandita dalla suddivisione in episodi e qui invece proposta senza segnalare i passaggi (ancorché divisa in due parti, con un breve intervallo centrale), cosicché erano le transizioni della musica stessa a evidenziare la complessità dell'opera, fatta di cambi anche drastici di clima e di tempo, di alternanza tra lavoro collettivo e momenti realizzati in gruppi più piccoli, di parti solamente stumentali e di altre dominate dalla voce. All'interno di tale varietà tutti gli artisti si sono mossi in piena pariteticità, con il trombone di Giorgio Tebaldi e, soprattutto, il clarinetto basso di Colonna titolari con la Cianca dei maggiori spazi solistici, mentre Lombardi e il contrabbassista Mario CIanca, pur in alcuni momenti in primo piano, si dedicavano assieme a Corrado alla costruzione della struttura.

Un concerto di grande potenza comunicativa, tanto per la suggestione dei testi che lo ispiravano e incorniciavano, quanto per la bellezza della musica e la bravura dei protagonisti. E molto apprezzato dal pubblico, piuttosto numeroso, come testimoniato, alla sua conclusione, dall'ampia vendita dei dischi e dei gadget della New Ethic Society, tutti destinati al supporto della onlus "Si può fare" che opera in Burkina Faso.

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