Home » Articoli » Live Review » Emanuele Parrini e Hobby Horse alla Sala Vanni di Firenze
Emanuele Parrini e Hobby Horse alla Sala Vanni di Firenze
Superjazz
Firenze, Sala Vanni
14.11.2014 Doppio concerto di "italiani" per la terza data del breve ciclo Superjazz alla Sala Vanni di Firenze (il primo appuntamento era stato con Atomic, clicca qui per leggere la recensione): di scena prima Emanuele Parrini in solo al violino, poi il trio Hobby Horse. Parrini ha riproposto temi e atmosfere del suo apprezzatissimo Viaggio al centro del violino, ma con l'indubbio vantaggio dato dalla presenza del gesto, che permetteva di cogliere più pienamente l'espressività di una musica certo non semplice come quella proposta dal suo violino. Per questo la performance di Parrini, pur breve (meno di quaranta minuti), è stata di straordinaria intensità, riecheggiando come già il CD suoni della New Thing cara al musicista (lo spirito di Leroy Jenkins aleggiava per la sala) ed elementi della contemporanea, ma materializzando il tutto con la presenza scenica e i tratti nervosi dell'esecutore. Subito dopo di scena gli Hobby Horse, i quali -a distanza di un paio d'anni dalla registrazione del CD d'esordio, peraltro eccellentesono apparsi aver fatto ancora altra strada. Il programma prevedeva per la maggior parte composizioni nuove, ma anche interessanti sperimentazioni con voce ed elettronica, oltre a una facilità d'intesa anche nelle situazioni più complesse, segno di un lavoro importante compiuto nel tempo. Dei tre è apparso particolarmente in spolvero Stefano Tamborrino, musicista che lascia sempre la propria impronta in ciascuno dei molti contesti nei quali si trova a collaborare ultimamente e che in Hobby Horse mette a frutto la propria sensibilità, assecondando ritmicamente le atmosfere dinamicamente diversissime, e la propria creatività, intervenendo in modo scenicamente e musicalmente sorprendente nei cambi di ritmo. Non meno geniale Dan Kinzelman, sempre impegnato in un articolato lavoro sui suoni, ruvido ai clarinetti ed espressivo al tenore, mai banalmente lineare senza però scivolare né nel virtuosismo, né nell'eccesso di astrazione. Un po' meno in vista Joe Rehmer, comunque bravissimo e affiatatissimo, autore di uno dei brani più interessanti della serata, dalle atmosfere dinamicamente cangianti su uno sfondo equilibrato di elettronica. Gli ultimi pezzi del concerto hanno visto il ricomporsi dei protagonisti della serata in un quartetto includente il violino di Parrini, con esiti chepur nella parziale estemporaneità della cosasono parsi estremamente interessanti, al punto che c'è senz'altro da augurarsi che la cosa non rimanga episodica ma abbia un seguito. Una considerazione finale: ancora una volta musicisti nostraniperché alla fin fine anche gli americani Kinzelman e Rehmer possono considerarsi tali, in quanto constanti presenze della nostra scena jazzisticahanno mostrato di essere non solo all'altezza, ma forse anche superiori a molti degli altisonanti stranieri che vengono invitati a suonare in Italia. Una buona ragione non già per tralasciare ciò che viene dall'estero, ma certo per alzare l'attenzione sulla nostra musica.
About Dan Kinzelman
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.





