Home » Articoli » Live Review » Arvo Pärt - Bologna

Arvo Pärt - Bologna

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Per questa volta mi concedo un commento di costume più che una vera e propria recensione musicale. A questo mi sollecitano i due concerti-evento di "Diario dell'anima," minifestival organizzato dal Centro della Voce dell'Università di Bologna e interamente dedicato alla musica di Arvo Pärt, che ha presenziato alle esecuzioni, come è avvenuto in altre tappe del suo tour italiano.

Il 28 gennaio la Cappella dei Notai della Basilica di San Petronio ha costituito la suggestiva cornice per tre composizioni sacre del compositore estone, interpretate dal Theatre of Voices diretto da Paul Hillier e dal quartetto d'archi Nyyd Quartet. Gli esecutori erano contornati dagli affreschi di Francesco Lola, del 1419, di sapore goticizzante e nordico; alle loro spalle il Crocifisso attribuito al giovane Francesco Francia, ma anch'esso dalle emaciate tortuosità ancora nordiche, e le vetrate di Giacomo da Ulma, recentemente restaurate e illuminate dall'esterno. A questo apparato artistico si aggiunga la temperatura fredda dell'ambiente, lo schienale rigido delle sedie di legno e soprattutto l'acustica dell'ampia chiesa gotica, che rimandava un lungo, caratteristico riverbero delle note finali.

Tutto ciò ha creato una precisa identità fra ambiente e musica, un'estrema consonanza percettiva (olfattiva, tattile, acustica, visiva), condizioni d'ascolto di monastico ascetismo. Se tutta la musica di Pärt ha un'impronta mistica e spirituale, quella sacra la possiede al massimo grado. È difficile immaginare che la si possa fruire appieno da una comoda poltrona di un teatro storico o di un auditorium moderno, essa è fatta per essere ascoltata in chiese e monasteri, in spazi deputati e rituali, appartati dal mondo che corre.

Al concerto bolognese il pubblico, intimamente coinvolto, è rimasto per tutto il tempo in un assorto silenzio ed anche gli applausi finali sono spuntati pudichi, quasi timorosi di sciogliere un incantesimo. Inutile dire che l'interpretazione del Theatre of Voices, ensemble che ha recentemente vinto un grammy, è stata magistrale, calibratissima, attenta a cogliere l'influenza delle condizioni ambientali, oltre che a penetrare nelle austere e velate trame delle tre composizioni: "Wallfahrtsield," "Stabat Mater" e la prima mondiale della "Missa Syllabica" nella versione per ensemble vocale e quartetto d'archi.

La sera successiva nell'Aula Magna di Santa Lucia, in collaborazione anche con Arte Fiera, è stato combinato un incontro, reale oltre che artistico, fra Pärt e il video-artista americano Bill Viola. L'esecuzione di otto brevi composizioni di carattere profano, affidata al Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretto da Tõnu Kaljuste, è stata incorniciata dalla proiezione di due video di Viola del 2005, in cui il misticismo delle lente azioni era virato dal rosso fiammeggiante di "Fire Woman" e dalla gelida, azzurra cascata d'acqua di "Tristan's Ascension".

Una serie di fattori ha impedito che si ripetessero la magia, la sacralità dell'evento, l'impalpabile assonanza di percezione e di sentimenti che hanno caratterizzato la serata in San Petronio. In primo luogo non si è compresa l'intima necessità dell'incontro fra Pärt e Viola, i cui lavori, al di là delle intrinseche analogie, sono stati solo accostati e, per altro giustamente, non sottoposti a un tentativo di integrazione.

Inoltre, l'occasione mondana (l'inaugurazione di Arte Fiera) e l'eterogeneità del pubblico, l'acustica notoriamente pessima della sede e qualche rumore vagante, l'alternarsi di formazioni sempre diverse sul palco hanno concretizzato un'atmosfera dispersiva. In definitiva, una serata dalla regia un po' artificiosa, che in parte ha deluso le forse eccessive attese.

In questo contesto diventa secondario valutare la qualità della riproposizione delle singole composizioni, anche se l'atteggiamento interpretativo degli esecutori non è sembrato paragonabile alla sublime concentrazione del Theatre of Voices. In particolare nell'acustica di Santa Lucia il flebile dialogo fra flauto e pianoforte di "Spiegel im Spiegel" è sembrato naufragare come un sospiro in una piazza vuota. Da rilevare la versione per percussioni di "Fratres," diversa, più puntillistica e frastagliata delle due contenute nell'originario LP edito dall'ECM nel 1984.

A proposito di quest'ultima composizione è recente e curiosa la notizia che è stato disposto il divieto di commercializzazione del Cd Éthos del Quartetto Alborada per la Dodicilune, in quanto la versione di "Fratres" vede la presenza della tromba di Paolo Fresu a fianco del quartetto d'archi. È probabile che l'iniziativa sia partita non dal compositore estone, ma dal suo editore austriaco a tutela dei diritti d'autore.

Non sarebbe d'accordo Jean-Luc Godard, che a tale proposito ebbe a rispondere a Bernardo Bertolucci: "Gli autori non hanno diritti, hanno solo doveri!," legittimando così indirettamente qualsiasi manipolazione a fini estetici di opere d'arte precedenti. Ciò è tanto più vero nella nostra epoca postmoderna: vietare un'interpretazione come quella dell'Alborada con Fresu, per altro garbata e aderente allo spirito dell'originale, significa minare uno dei principi e dei procedimenti operativi fondamentali degli ultimi trent'anni: quello della rivisitazione e del citazionismo.

Foto di Marco Caselli (la seconda)

Tags


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Jazz article: Hyphen Dash At Satory-Saal
Jazz article: Marcus Miller At Miner Auditorium
Jazz article: Adam O'Farrill's ELEPHANT at BOP STOP

Popular

Chicche dall'archivio

Jazz article: Luca Missiti e il Questionario di Proust
Jazz article: Genius Loci, Festival di Santa Croce a Firenze
Jazz article: Jazzfestival Saalfelden 2017

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.