Double Cut 8ctet ad Area M Città Studi Sound

Paolo Peviani BY

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Double Cut 8ctet
Area M Città Studi Sound, Giardino del Campus Martinitt
Milano
03.07.2018

Anche quest'anno l'appassionato di jazz milanese può contare sulle iniziative di Area-M, progetto di rete culturale diretto da Emilio Sioli e coordinato a livello artistico da Tino Tracanna. Venticinque gli eventi musicali in programma, tenuti principalmente nel Quartiere Città Studi, orientati da un lato a coinvolgere e valorizzare giovani musicisti locali con la creazione della Area M Orchestra, dall'altro a coinvolgere le periferie della città, in sinergia con le strategie di riqualificazione portate avanti dal Comune di Milano.

Sede principale dei concerti di questa edizione è il Giardino del Campus Martinitt, storica istituzione milanese, un tempo orfanotrofio divenuto celebre anche grazie ai successi conseguiti da alcuni dei ragazzi ospitati nelle sue strutture (Angelo Rizzoli, Leonardo Del Vecchio, Edoardo Bianchi), oggi sede di un campus universitario.

Qui la sera del tre luglio abbiamo ascoltato il Double Cut dei sassofonisti Tino Tracanna e Massimiliano Milesi. Gruppo che nasce come duo, successivamente ampliato in un più tradizionale quartetto con l'inserimento del contrabbasso di Giulio Corini e della batteria di Filippo Sala, in questa occasione esteso ad ottetto con una sezione di giovani fiati (Paolo Malacarne alla tromba, Gianluca Zanello al sax alto, Andrea Andreoli al trombone, Federico Calcagno ai clarinetti).

La scaletta del concerto si è sviluppata alternando brani tratti dall'album d'esordio della band (Gufo, Basics) a composizioni tratte dal recentissimo Mappe ("Olii Esausti," una rivisitazione di "The Train and The River" di Jimmy Giuffre).

Gli arrangiamenti per piccola orchestra hanno accentuato gli aspetti più godibili e swinganti di una musica che, pur nella sua complessità, non perde mai di immediatezza ed orecchiabilità tanto da ricordare in alcuni frangenti le musiche da film (l'arrangiamento epico di "Surf on Neptune" inspirato al film "Il Pianeta Proibito").

Un'equa distribuzione degli interventi solistici ci ha permesso di apprezzare le qualità dei giovani compagni di viaggio del quartetto, tutti molto interessanti e dalla spiccata personalità strumentale.

Pubblico attento e caloroso malgrado il temporale incombente, bis sulle note di "Love and Love it Again," scansione ternaria ricca di echi soul, dedicata ad Otis Redding.

Foto: Roberto Cifarelli.

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