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Ai Confini tra Sardegna e Jazz - XXXVIII Edizione

Ai Confini tra Sardegna e Jazz - XXXVIII Edizione

Courtesy Luciano Rossetti

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Ai Confini tra Sardegna e Jazz
Sant'Anna Arresi
29.8-2.9.2023

Nei mesi di luglio e agosto, una rassegna itinerante intitolata "Jazz Around" ha portato in varie località del Sulcis Iglesiente e del Sud Sardegna una serie di concerti più o meno affini e/o lambenti il jazz, compiendo un lungo percorso di avvicinamento al festival vero e proprio, che si è svolto come da tradizione nella Piazza del Nuraghe di Sant'Anna Arresi.

Filo conduttore di questa trentottesima edizione: "Tra Musica & Musica (B-Side)." Un titolo che contiene un richiamo a Luciano Berio (la musica come insieme di molteplici elementi, intrecci, interazioni) ed ai lati B dei vecchi dischi in vinile. Lati B che, meno legati alle logiche commerciali cui i lati A dovevano rispondere, spesso mostravano gli elementi più sperimentali ed intriganti dei musicisti.

In concreto, il festival si è sviluppato lungo cinque serate, prevalentemente organizzate secondo uno schema preciso. Un concerto con musicisti facenti capo all'etichetta We Insist! Records, con cui il festival ha da tempo avviato una bella collaborazione. Un concerto con musicisti sardi, o comunque legati al territorio. E infine un concerto con musicisti di levatura internazionale.

Una bella varietà di musiche e situazioni, che sicuramente ha permesso di incontrare le preferenze più ampie. Un'abbondanza di musica forse persino eccessiva. Il jazz, in particolare un certo tipo di jazz, richiede un ascolto attento e concentrato. Tre concerti all'interno della stessa serata ci sono sembrati troppi. Il numero perfetto, in questi casi, è due.

We Insist! Records


La proficua collaborazione tra il festival e la We Insist! Record è di lunga data. Quest'anno sono stati affidati a musicisti dell'etichetta tutti i concerti di apertura delle serate. Abbiamo potuto così ascoltare il duo Alberto BraidaGiancarlo Nino Locatelli, che avrebbe meritato uno spazio ben più ampio dei venti minuti loro concessi. La sperimentazione elettronica di Paolo Gaiba Riva, forse il concerto più intransigente del festival in termini di fruibilità. Il trio Blend 3 del contrabbassista Andrea Grossi (Manuel Caliumi al sax contralto, Michele Bonifati alla chitarra elettrica), affiancato dalla voce di Beatrice Arrigoni in un bel progetto su Emily Dickinson ed E.E. Cummings, un mix di generi che ha ben interpretato il filo conduttore (tra musica e musica) del festival.

Il solo di Gabriele Mitelli, amico di lunga data del festival, che abbiamo poi ritrovato anche in trio con Pasquale Mirra e Cristiano Calcagnile, in un concerto che ha divagato tra la poetica di Don Cherry e i lavori elettronici di Rob Mazurek.

L'incontro tra una figura si spicco dell'improvvisazione europea come Steve Beresford e il duo formato da Luca Tilli al violoncello e Sebi Tramontana al trombone, che hanno dato vita ad un concerto molto libero, dedicato alla memoria di Tristan Honsinger.

Giovani musicisti sardi


Abbiamo ascoltato molti giovani musicisti legati al territorio, che hanno avuto il merito di presentare una Sardegna musicalmente ben lontana dagli stereotipi. Non tutto impeccabile, ma l'anagrafe gioca in loro favore. I Freak Motel (Matteo Sedda, Andrea Sanna, Andrea Parodo, Nicola Vacca) hanno puntato decisi verso le sonorità elettroniche, tra echi dei Weather Report e del rock progressivo. ll progetto Nur Bisu del bassista Matteo Muntoni (Federica Muscas, Elisa Zedda, Raffaele Pilia, Antonio Pinna) si rifà alla Sardegna ancestrale vista come flusso sonoro, più che come specifico musicale. Il progetto ARSE— Andrea Ruggeri Small Ensemble (Elsa Martin, Francesco Ganassin, Elia Casu) ci ha condotto invece in un viaggio musicale ispirato a "Le Città Invisibili" di Italo Calvino.

I concerti maggiori


Le stelle del festival erano indubbiamente gli Heliocentrics e Binker and Moses, ma entrambi i gruppi (proprio in quanto "stelle") ci sono sembrati troppo commerciali per essere davvero interessanti. Alti volumi, dinamiche compresse, vortici di note e qualche virtuosismo. Tutto molto bello, quando dura poco. Un ascoltatore avvertito ha bisogno di qualcosa di più e di meglio.

Il chitarrista Paolo Angeli, con il pianista Marco Mezquida, ha presentato una lunga suite incentrata sul tema dell'acqua. Sonorità liquide, flussi sonori in continuo movimento, pedali accattivanti intervallati a momenti di transizione in cui raccogliere le idee.

Libera improvvisazione allo stato puro, come ormai non se ne trova quasi più, con il trio Clairvoyance (Silvia Corda al piano, Adriano Orrù al contrabbasso, Gianni Mimmo al sax soprano). Grande energia, molto ben focalizzata, un gruppo che mostra un'intesa notevole.

Con il progetto "L'Ultima Mattanza," il sassofonista Gavino Murgia, in compagnia di Luciano Biondini alla fisarmonica e Patrice Héral a batteria e percussioni, ci ha raccontato delle tonnare di Carloforte, tra suggestioni del territorio e tradizioni che sono a rischio di estinzione.

Il concerto più interessante del festival è stato quello dell'ensemble Pipeline di Giancarlo Nino Locatelli, che ha visto protagonisti molti dei musicisti della scuderia We Insist! Records che abbiamo ascoltato nel corso del festival (Carla Kihlstedt, Sebi Tramontana, Alberto Braida, Paolo Gaiba Riva, Luca Tilli, Andrea Grossi, Cristiano Calcagnile). Le poesie declamate dalla voce registrata di Tom Raworth hanno fornito lo spunto, hanno dato l'avvio ad esplorazioni sonore imprevedibili e di forte impatto.

Note a Margine


La chiesetta a fianco della piazza sede dei concerti ha ospitato la mostra "Note a Margine" del nostro Luciano Rossetti, che come sappiamo preferisce riprendere gli artisti in situazioni al di fuori (a margine, appunto) del palcoscenico. Grandi musicisti, non tutti purtroppo ancora in vita, ritratti a margine di grandi festival, non tutti purtroppo ancora attivi. Un tuffo nella memoria, per chi ha vissuto quei momenti indimenticabili, molto malinconico.

Continua ...


Quella che si è appena conclusa era, come si diceva, l'edizione numero trentotto del festival. Il pensiero degli organizzatori è già rivolto all'importante traguardo del quarantennale, per il quale sono in cantiere alcune iniziative, tra cui la realizzazione di un documentario per raccontare la storia del festival. Nel frattempo, c'è un'edizione numero trentanove da organizzare e un'attività didattica da portare avanti (con Gabriele Mitelli, Valeria Sturba, Nate Wooley), in collaborazione con il Conservatorio di Cagliari Giovanni Pierluigi da Palestrina, per far vivere il festival ben oltre la settimana in cui si svolgono i concerti.

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