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Book Review

The Ballad of Tommy LiPuma

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The Ballad of Tommy LiPuma
Ben Sidran
284 Pages
ISBN: 978-0578556604
Nardis Books
2020

Le vicende personali e l'attività professionale di Tommy LiPuma sono il soggetto privilegiato di quest'appassionante biografia scritta da Ben Sidran. Scomparso nel 2017, LiPuma è stato un protagonista della produzione discografica jazz e rock dai sessanta del secolo scorso al primo decennio del nuovo.

Noto musicista, Sidran s'è distinto anche come scrittore, pubblicando volumi come Black Talk e There Was a Fire—Jews Music and American Dream, ed è stato a lungo partner e amico di LiPuma, che ha intervistato per oltre ottanta ore.

Mentre ne delinea la biografia, il volume offre un affresco dall'interno sulla produzione discografica statunitense, svelando le scelte, le politiche editoriali e i metodi di lavoro in studio, aggiungendo interessanti considerazioni del protagonista e riportando gustosi aneddoti. Il lettore ha così l'opportunità di gettare uno sguardo dietro le quinte dell'industria discografica nei suoi anni d'oro. LiPuma ha svolto infatti un ruolo chiave nella progettazione di grandi successi commerciali (8 milioni di copie con Breezin' di George Benson; 15 milioni con Unforgettable di Natalie Cole, 4 milioni e mezzo con The Look of Love di Diana Krall) che nella valorizzazione di musicisti emergenti o poco noti (ad esempio Jimmy Scott).

In ogni pagina del testo traspare il sincero amore per la musica che ha animato l'attività di LiPuma, dagli anni in cui era un produttore militante fino alla dirigenza della GRP/Universal. Un amore che sosteneva ogni altra considerazione commerciale. Era molto critico nei confronti delle politiche discografiche contemporanee, come evidenziano le seguenti considerazioni: "Quando sei benedetto dall'amore per la musica non sei mai solo," "Oggi conosciamo il prezzo di ogni cosa ma il valore di niente."

Nato a Cleveland nel 1936 in una famiglia d'immigrati siciliani, il giovane Tommy trascorse un'infanzia di gravi sofferenze fisiche. A dieci anni un'infezione all'apparato scheletrico lo costrinse a trascorrere a letto per due anni, lontano dalla scuola e dai coetanei. Unica sua compagnia era una stazione radio di Rhythm & Blues che gli "salvò la vita," come disse in seguito. Guarito dalla pennicillina, lavorò come lustrascarpe nel negozio di barbiere del padre ma la black music era ormai il suo unico pensiero. A 16 anni scoprì il jazz grazie a un disco di George Shearing e alla Tuba Band di Miles Davis. Conclusa l'High School lavorò un po' come barbiere ma non faceva per lui. Andò a Los Angeles, prese a frequentare il mondo dei disc jockey radiofonici iniziando a lavorare come promoter per la Liberty Records.

Bobby Dale, uno dei massimi DJ della Bay Area, gli presentò il grande produttore Phil Spector, da cui apprese i segreti del mestiere. Nel 1965, iniziando a produrre dischi per la Liberty, aggiunse una cosa fondamentale: nelle session lasciò la control room e scese in studio coi musicisti. Le sue regole guida erano stimolare il feeling complessivo, trovare un grande repertorio, apprendere dai maestri (studiò con attenzione i nuovi song di Burt Bacharach), saper cogliere in tempo le novità.

Il volume segue cronologicanente le vicende umane e professionali di LiPuma ricordando le sue relazioni con Miles Davis, The Rolling Stones, Barbra Streisand, George Benson, Diana Krall, Rickie Lee Jones e molti altri. Di quest'ultima si ricorda il primo incontro con LiPuma, quando la cantante si presentò con il volto tumefatto: era allora compagna di Tom Waits ed avevano appena avuto un alterco. Un ricordo meno brutale ma indicativo dell'ambiente musicale degli anni settanta è quello di Bob Krasnow (poi presidente di Elektra e Nonesuch), quand'era promotore della King Records. Aprì la sua valigetta contenente una calibro 38, mazzette di dollari e una serie di dischi di James Brown dicendo: questo è il mio ufficio!

Scritto in un inglese molto chiaro, se ne consiglia subito la lettura, senza attendere l'eventuale edizione italiana.

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