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Dave Douglas: Songs Of Ascent Book 1 — Degrees

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Dave Douglas: Songs Of Ascent Book 1 — Degrees
La curiosità di Dave Douglas verso l'esplorazione, la scoperta, lo stimolo intellettivo, non si placa. Si focalizza, con inesauribile attenzione, su progetti sempre diversi. Così la sua musica, che poggia sempre su un motivo di ispirazione forte: di carattere musicale, poetico, artistico e spirituale in senso ampio. Tra gli altri, Mary Lou Williams, Wayne Shorter, Booker Little, Miles Davis, Dizzy Gillespie, hanno fornito negli anni passati al trombettista materiali, ma soprattutto motivi di riflessione dai quali partire con le proprie realizzazioni. Altri impulsi sono arrivati dalla musica da camera, da quella per ottoni, dal folklore. Negli anni Novanta i ritmi e i colori accesi dei Balcani erano un punto forte, con Tiny Bell Trio.

Anche Brunelleschi e Mondrian hanno fatto capolino nei lavori di Douglas, mentre nel 2016, con il pianista Frank Woeste, lo stimolo venne dalle geniali operazioni estetiche e provocatorie di Man Ray, Marcel Duchamp e Salvador Dalì per l'album Dada People.

In questo Songs of Ascent il motivo ispiratore viene dalla lettura dei Salmi biblici, in particolare quella sezione di quindici componimenti riunita sotto il nome di Canti (o Cantici) di Ascensione, appunto. Brani poetici che, al di là del fondo religioso, fanno riflettere e danno stimolo a Douglas per la creazione musicale. Questo primo volume, dal sottotitolo Degrees, ne comprende otto. Altri otto sono riuniti nel secondo volume, Steps, disponibile solo in copia digitale, per chi aderisce all'abbonamento che sostiene Greenleaf Music. In totale si tratta di sedici pezzi, per quindici componimenti poetici: il primo, infatti, che apre Degrees, si intitola "Never Let Me Go," e fa riferimento non a un salmo in particolare, bensì all'emozione di Douglas, quando intraprese questo lavoro. Ma naturalmente si connette anche al celebre brano omonimo, che Nat King Cole interpretò per il film di Michael Curtiz The Scarlet Hour, del 1956. Se ne avvertono gli echi, magistralmente frantumati, nella tromba del leader che dà l'impronta a tutto il brano e alimenta interventi appassionati dei solisti.

Per gli altri pezzi ispirati ai salmi, si parte da alcuni versi, da immagini evocate dalle letture, la cui suggestione diventa melodia, costruzione musicale. Come dice lo stesso Douglas, "questi salmi sono affascinanti, un po' misteriosi e stimolanti." Ecco dunque i titoli da cui deriva il carattere dei pezzi, che vanno dall'asprezza pungente di "Deceitful Tongues" alla elevazione energica di "Lift Up My Eyes," alla tenerezza di "Peace Within Your Walls," con echi di blues e una parte di intensa improvvisazione a due della tromba e del magistrale sax alto di Jon Irabagon. E ancora, dalla introspezione maestosa di "Enthroned," alla vitalità gioiosa collettiva di "A Fow;er's Snare," alla sontuosità di "Scepter," dove si impone il contrabbasso serico e flessuoso di Linda May Han Oh. Fino alla conclusiva "Mouths Full of Jay," che sigilla questa prima parte con interventi collettivi pregnanti e qualche zampata davvero significativa di Douglas e Irabagon.

Il lavoro, sotto il punto di vista strutturale, segue consuetudini stabili, con i motivi tematici che incorniciano le improvvisazioni. Ma la natura di tali spunti tematici è talmente attiva, ricca di spunti, che va a determinare fortemente la freschezza e l'intensità del lavoro comune. Sollecita l'ispirazione di tante parti improvvisate, la quantità e qualità di stimoli, di dettagli espressivi che i musicisti distillano nelle proprie trame. Sia le parti tematiche che quelle improvvisate imboccano percorsi improntati alla libertà espressiva, all'immediatezza dell'ispirazione. L'andamento ritmico è spesso libero, gestito in senso spaziale, più che lineare. Di intreccio fitto. Così, spesso gli strumenti della formidabile sezione ritmica, il pianoforte di Matt Mitchell, il contrabbasso di May Han Oh e la batteria di Rudy Royston, si muovono con grande elasticità, creando contrappunti e tessuti tridimensionali.

La sorpresa, ulteriore, sta nel fatto che in Songs of Ascent tutta la musica è stata realizzata a distanza, in condizione di spazio e tempo non unitaria. Tutto ha origine dalle parti che il leader registra con la tromba, sulle quali gli altri musicisti aggiungono la propria voce. Una pratica imposta dalla situazione di isolamento a causa della pandemia sanitaria. All'ascolto, tale situazione non emerge come un ostacolo alla fluidità, alla libera circolazione di idee, di stimoli e dialoghi. Tutt'altro: la musica e la comunicazione tra i suoi protagonisti scorrono con la spontaneità di chi agisce e dialoga nello stesso ambiente. La stessa fluidità che emerge nel gruppo in altre occasioni trova qui magica conferma. Merito della lunga frequentazione di questi musicisti, che Douglas ha riunito per la prima volta nel 2011, documentandone abbondantemente nel corso del tempo l'attività, tra l'altro nelle registrazioni dal vivo Brazen Heart Live at Jazz Standard del 2015. Ma in particolare, merito della tenacia e della duttilità creativa del leader, senza dubbio contagiosa.

Album della settimana.

Track Listing

Never Let Me Go; Deceitful Tongues; Lift Up My eyes; Peace within Your Walls; Enthroned; A Fowler's Snare; Scepter; Mouths Full of Joy.

Personnel

Dave Douglas
trumpet
Jon Irabagon
saxophone, sopranino
Linda May Han Oh
bass, acoustic

Album information

Title: Songs Of Ascent Book 1 — Degrees | Year Released: 2022 | Record Label: Greenleaf Music


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