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Pensieri sull'Orchestra per una società senza pensieri

Neri Pollastri By

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M.O.: Infatti. Tanto che a voler chiamare il teatro così sono stati i miei "soci," anche loro musicisti sebbene non professionisti. Ci abbiamo lavorato tanto, portando via camionate di immondizia, ma adesso è bellissimo. L'abbiamo inaugurato ad Aprile: in due giorni abbiamo fatto mille persone e i video che abbiamo messo in rete dopo una settimana avevano 22.000 visite! Ma prossimamente lo terremo aperto quattro giorni a settimana, facendoci spettacoli non solo musicali e anche attività didattiche di un genere che nelle scuole di musica non ci sono. Per esempio, io sto cercando di impostare un'attività didattica nella quale non si usino partiture, oppure che siano realizzate dagli studenti stessi, perché ho capito che è un modo per stimolare la creatività. Purtroppo, nella mia attività prima di discente, poi di insegnante, mi sono accorto che nella scuola mancano cose importanti, spesso perché si crede che non serva insegnarle, oppure non si sa come farlo. Tra queste cose c'è la creatività. Ma in un momento come questo, nel quale i giovani non hanno molti stimoli o sufficienti opportunità per andare a sentire cose diverse, cose di qualità, il rischio è che tutti si appiattiscano sull'imitazione di quel che ha successo, senza tirare più fuori niente di proprio, senza spingersi mai verso il diverso e il nuovo. Invece noi proviamo a farli stare insieme e a far leva proprio sul fatto che ciascuno ha qualcosa da esprimere e lo può fare con i mezzi che ha in mano. La musica non è neppure il solo strumento: ci sono la pittura, la parola, il movimento, la scrittura. Per questo in teatro punteremo su spettacoli che abbiano tutte le contaminazioni immaginabili: il balletto che si unisce alla coreografia, ai filmati, e via dicendo. Quindi una scuola dove non ci sia da fare bene l'esercizio giusto, bensì ci sia da stimolare e mettere in moto la parte creativa degli studenti. Cioè quello che nelle scuole normali non si fa.

AAJI: Intanto i Sousaphonix sono andati avanti, sulla loro strada sempre piena di sorprese...

M.O.: Sta per uscire il nuovo disco, sì, stavolta è la sonorizzazione di un film di Buster Keaton e l'ho registrato quasi per caso durante un live al Torino Jazz Festival del 2014: si chiamerà Buster Kluster. Ci ho lavorato molto, ma credo che il risultato sia ottimo, anche grazie allo stesso Keaton, che nei film fondeva una parte teorica, una dinamica e una romantica, offrendo grandi opportunità a chi deve musicare la pellicola. Mi piacerebbe che il pubblico guardasse il film con la nostra colonna sonora e poi con quella originale, perché il film cambia, cambia molto -con questo non voglio dire che cambi in meglio, sia chiaro! Comunque, anche senza film il disco mi piace, vediamo quale sarà stavolta la risposta del pubblico.
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