Home » Articoli » Live Review » Penderecki - Čaikovskij / Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Penderecki - Čaikovskij / Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI
Pëtr Il’ic Čakovskij - Sinfonia n.5 in mi minore op. 64
Auditorium Rai - Torino - 12.01.2007
L’OSN RAI chiama a dirigere il primo concerto del 2007 una bacchetta entrata a pieno diritto nella storia della musica del ‘900, quale è Rudolf Barshai.
Il maestro russo, oggi ottantaduenne, già stimato violista nonché allievo e amico di Dmitrij Šostakovic, di cui curò la trascrizione di alcuni quartetti, si presenta sul palco con semplicità e, insieme, con autorevolezza, in sostituzione dell’indisponibile Krzysztof Penderecki. Il compositore polacco, che avrebbe dovuto dirigere la prima esecuzione italiana di Resurrection, concerto per pianoforte e orchestra, e già si fece apprezzare alla guida dell’orchestra nel 2003 con l’interpretazione del proprio Concerto per viola trova dunque in Barshai un degnissimo sostituto. Il gesto ampio ed essenziale di quest’ultimo, infatti, fornisce una misura alla forma piuttosto pletorica della partitura di Penderecki: il profluvio di colori, spesso piuttosto cupi, ora accesi di una luce decisamente solenne, fra marce e corali, abbisognava di una mano ferma ed equilibrata che conferisse coerenza ai contrasti espressivi suggeriti dai motivi ispiratori del brano, ossia l’orrore dell’11 settembre 2001 e le conseguenti tensioni internazionali, ma anche la speranza nel superamento dei conflitti oggi presenti nel mondo.
Dopo oltre trenta minuti di impegno pressoché ininterrotto, il bravo Kun Woo Paik riceve meritati elogi per l’accuratezza con cui ha interpretato i virtuosismi richiestigli, improntati ora a un lirismo cantabile ora a ostinati ossessivi ripresi dall’orchestra.
Nella seconda parte della serata, dedicata alla quinta sinfonia di Čaikovskij, Barshai mette al servizio dell’Orchestra il suo approccio analitico, con tempi misurati e un’estrema attenzione alla forma, con qualche sacrificio per la contabilità dei temi. L’attenzione degli strumentisti alle indicazioni direttoriali non subisce cali significativi e a guadagnarne sono tanto l’impasto sonoro d’insieme, molto pieno e caldo, quanto l’incisività degli interventi solistici: il corno di Ettore Bongiovanni, soprattutto, raggiunge nel secondo movimento vette di emozionante lirismo.
Applausi calorosi per tutti, e in particolare per Barshai, le cui fatiche sono state ripagate dal pubblico con autentiche ovazioni. Non ci sono, però, allori su cui l’OSN possa permettersi di indugiare: una lunga immersione nella contemporaneità musicale l’attende, a stretto giro di posta, con la quarta edizione della rassegna RAI Nuova Musica.
Visita il Sito dell’ Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.
FOLLOW AAJ Italy Staff
and get notified whenever a new article published.
Designated author for the AAJ Italy archive.
Tags
PREVIOUS / NEXT
Become a Sustaining Member
Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.
Help Build the Future of All About Jazz
Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.
Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.
Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.


