1

Henry Threadgill Ensemble Double Up: Old Locks and Irregular Verbs

Giuseppe Segala By

Sign in to view read count
Henry Threadgill Ensemble Double Up: Old Locks and Irregular Verbs Il criterio dell'integrazione a coppie di strumenti omologhi o affini è uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano la musica di Henry Threadgill. Già nel gruppo Very Very Circus si incontrava il raddoppio di chitarra e tuba, mentre l'impianto di Zooid, nato come sestetto in cui si specchiavano chitarra acustica e oud da un lato, violoncello e tuba dall'altro, si è evoluto in modo complesso e stratificato, articolando la dialettica di sintesi tra coppie di strumenti come un gioco di colori e geometrie in continuo variare.

Un'operazione condotta con grande meticolosità compositiva da un lato (Threadgill ha sempre tenuto a precisare che i suoi brani sono scritti in modo dettagliato), ma con elastica libertà espressiva e ritmica dall'altro. L'intenzione del musicista è senza dubbio quella di sviluppare due aspetti caratteristici della musica nero-americana, che fin dalle origini le hanno dato impulso e carattere: il dialogo e l'intreccio di linee compresenti e stratificate, che a differenza del contrappunto occidentale si sviluppano fin dalle origini del New Orleans come voci libere nell'intonazione, nella timbrica, nel disegno melodico.

Voci strumentali che nel corso dello svolgimento musicale pongono attenzione a quanto si va costruendo sul piano personale e sul piano collettivo. Nella sua accezione più libera, ciò diventa composizione istantanea collettiva, appunto. La musica di Threadgill, pur essendo abbondantemente frutto di scrittura, mantiene intatte le caratteristiche della composizione istantanea. Lo conferma questo ultimo lavoro, splendido non solo nel titolo: Old Locks and Irregular Verbs. L'impronta della musica, l'idioletto è senza equivoco di Threadgill. Ma i musicisti si muovono con grande libertà. La maglia compositiva è nel contempo fortemente controllata e assai aperta.

Per la prima volta il gioco delle coppie di Threadgill mette in scena con questo Ensemble Double Up due pianoforti, e sono personalità di spicco del panorama contemporaneo, come Jason Moran e David Virelles, che prendono il ruolo. Si integrano in modo mirabile, come già appare fin dalle note di apertura della "Part One," la prima delle quattro parti di cui si compone il CD. Altra coppia di strumenti omologhi è quella dei sue sax alti: Curtis Macdonald e Roman Filiu, giovani solisti che tamponano con convinzione l'assenza del leader nell'organismo strumentale. Il loro approccio è sulla linea del melodismo astratto di Threadgill, seppure con disegni più puliti, con inflessioni che richiamano Steve Coleman e Greg Osby. Threadgill ha preferito restare questa volta al banco di regia, ma la sua presenza resta tangibile in ogni pulsazione della musica.

La coppia che si allaccia alla continuità con Zooid è quella della tuba di Jose Davila e del violoncello di Christopher Hoffman. Formidabile tandem che intreccia tessuti vibranti. Alla batteria il giovane Craig Weinrib esibisce l'elasticità e la musicalità necessarie a rendere pulsante la musica, a tessere dialoghi pregnanti con l'insieme. Il gioco delle coppie di cui si è parlato non resta naturalmente legato agli strumenti omologhi: i sottoinsiemi si alternano con grande varietà di impasti, di colori, dinamiche, espressioni.

La musica di Threadgill in questo Old Locks and Irregular Verbs è rivolta alla memoria del suo vecchio amico Lawrence D. “Butch” Morris, e nel corale che sigilla la "Part Four" emerge con forza la commozione e l'intensità di tale omaggio. Ma nel suo insieme il CD rappresenta un vertice di quanto il musicista chicagoano, oggi settantaduenne, ha espresso fino a oggi.

Un'ulteriore perla che si aggiunge a quella pubblicata poco tempo fa con Zooid, In for a Penny, In for a Pound.

Track Listing: Part One; Part Two; Part Three; Part Four.

Personnel: Henry Threadgill: composition; Jason Moran: piano; David Virelles: piano; Roman Filiu: alto saxophone; Curtis MacDonald: alto saxophone; Christopher Hoffman: cello; Jose Davila: tuba; Craig Weinrib: drums.

Title: Old Locks And Irregular Verbs | Year Released: 2016 | Record Label: Pi Recordings


Tags

comments powered by Disqus

More Articles

Read Day After Day CD/LP/Track Review Day After Day
by John Eyles
Published: July 21, 2017
Read We Know Not What We Do CD/LP/Track Review We Know Not What We Do
by Glenn Astarita
Published: July 21, 2017
Read Slade Alive! CD/LP/Track Review Slade Alive!
by C. Michael Bailey
Published: July 21, 2017
Read Hope CD/LP/Track Review Hope
by Karl Ackermann
Published: July 21, 2017
Read The Better Angels of Our Nature CD/LP/Track Review The Better Angels of Our Nature
by Karl Ackermann
Published: July 20, 2017
Read What Brought You Here? CD/LP/Track Review What Brought You Here?
by Troy Dostert
Published: July 20, 2017
Read "Fountain Of Youth" CD/LP/Track Review Fountain Of Youth
by David A. Orthmann
Published: July 15, 2017
Read "Adam's Apple" CD/LP/Track Review Adam's Apple
by Greg Simmons
Published: April 26, 2017
Read "Wet Paint" CD/LP/Track Review Wet Paint
by Nenad Georgievski
Published: November 15, 2016
Read "Beninghove's Hangmen Plays Led Zeppelin" CD/LP/Track Review Beninghove's Hangmen Plays Led Zeppelin
by Chris M. Slawecki
Published: March 23, 2017
Read "Constant Change 1976-2016" CD/LP/Track Review Constant Change 1976-2016
by John Sharpe
Published: July 19, 2017
Read "Back In Your Own Backyard" CD/LP/Track Review Back In Your Own Backyard
by Budd Kopman
Published: March 25, 2017

Support All About Jazz: MAKE A PURCHASE  

Support our sponsor

Upgrade Today!

Musician? Boost your visibility at All About Jazz and drive traffic to your website with our Premium Profile service.

Donate!