Home » Articoli » Live Review » Mozart/Ligeti/Haydn – Mahler Chamber Orchestra

1

Mozart/Ligeti/Haydn – Mahler Chamber Orchestra

AAJ Italy Staff By AAJ Italy Staff

View read count
Wolfgang Amadeus Mozart - Concerto n. 3 in mi bemolle maggiore per corno e orchestra K 447

György Ligeti - Hamburgisches Konzert

Franz Joseph Haydn - Sinfonia in do maggiore Hob. I:90

Auditorium Giovanni Agnelli - Torino - 7.02.2007

Tra le occasioni concertistiche proposte dalla Stagione di Lingotto Musica spicca l’esibizione della Mahler Chamber Orchestra, compagine fondata su iniziativa di Claudio Abbado nel 1997 con l’intento riunire giovani strumentisti di diverse nazionalità, scelti tra i migliori a livello mondiale.

Si profilano i festeggiamenti del decennale - già fissati in ottobre a Ferrara -, dunque, per i talentuosi musicisti guidati da Daniel Harding: un esempio del calore e della simpatia con cui il pubblico italiano li accoglie ogni volta si concretizza a Torino, città che, nel segno di un’ospitalità consolidata negli anni grazie alla rassegna “Sintonie”, li circonda con l’affetto dovuto agli amici migliori.

Il direttore inglese, entrato ormai nel gotha delle celebrità internazionali, con i debutti al Covent Garden e alla Scala (dove tornerà in marzo con la Salome di Strauss) capta l’attenzione degli interpreti a mani nude, grazie al gesto incisivo e traboccante di energia; la sua autorevolezza s’impone senza forzature, sulla scorta di un carisma innato.

Co-protagonista della serata è Stephan Dohr, primo corno dei Berliner Philarmoniker, al quale sono affidate due partiture assai differenti, ma entrambi fondamentali per la storia del suo strumento.

Il concerto K 447 di Mozart, infatti, ne evidenzia la vasta gamma espressiva, che il solista restituisce in tutte le sue sfumature, dalla delicata discorsività dell’Allegro alla cantabilità del Larghetto, sino alle tracce di umorismo affiorante nel gioco iterativo del tema su cui si basa il Finale, allusivo a richiami venatori.

Un’altra pagina di raro ascolto, tra gli ultimi capolavori scritti da György Ligeti, è il Concerto di Amburgo, nel quale Dohr è affiancato da quattro corni naturali.

Gli impasti microtonali che si generano, sin dal primo movimento, tra lo strumento moderno a pistoni e i suoni armonici degli ottoni antichi creano statiche fasce sonore, velatamente striate, che si disarticolano, dapprima, nel secondo episodio tra squilli perentori e giochi di riverberi tra il solista (passato anch’egli al corno naturale) e gli altri fiati, ed evaporano poi, completamente, nel sabba ritmico di Aria, Aksak, Hoketus.

Ma è nel quarto movimento che Dohr può sfoggiare la padronanza perfetta del fraseggio, sempre nitido e preciso, cui fanno eco lontane sonorità brumose, destinate a scomparire davanti a un’allucinata tempesta percussiva.

Nel corso del brano il delirio si propaga a tutto il complesso orchestrale, contagiando inesorabilmente il solista, che si lancia febbrile, nel Capriccio, verso le vette più acute, faticando a raggiungerle con la stessa agilità della prima interprete e dedicataria del brano, la prodigiosa Marie Luise Neunecker.

A un clima più disteso e gioioso, innervato da Harding e dai suoi con un vitalismo serrato, finanche irruente, si approda in chiusura di serata con la Sinfonia n. 90 di Haydn, che consente ai legni e ai violoncelli di evidenziare, nei passaggi concertanti, sonorità rotonde e trasparenti, e al direttore di sorprendere il pubblico con la beffarda cadenza conclusiva...che conclusiva non è! Il (doppio) falso finale svela, infatti, un Haydn sornione e ironico, al quale Harding offre complicità con gesti e suggestioni raccolti prontamente dai giovani orchestrali, in un gioco un po' gigionesco che strappa applausi e sorrisi anche nel bis.

Visita i siti della Mahler Chamber Orchestra e di Lingotto Musica


AAJ Italy Staff FOLLOW AAJ Italy Staff and get notified whenever a new article published.
Designated author for the AAJ Italy archive.

Tags


PREVIOUS / NEXT




Become a Sustaining Member

Get the Jazz Near You newsletter

Since 1995, All About Jazz has championed jazz as an art form and supported the musicians who create it. Over three decades, it has grown into one of the world's leading jazz resources, serving hundreds of thousands of readers, musicians, presenters and industry professionals each month.

Help Build the Future of All About Jazz

Your support helps us continue building All About Jazz for the next generation—expanding our editorial coverage, preserving jazz history, developing new community features and creating better ways to discover the music and the people behind it.

Become a sustaining member for as little as $20 per year and you'll immediately enjoy an ad-free experience along with access to subscriber features and future articles for a full year.

Together, we're not simply sustaining All About Jazz—we're building its future. Thank you for being part of the journey.

More

Popular

Chicche dall'archivio

Jazz article: AngelicA 35 a Bologna e Modena
Jazz article: Dave Liebman tra Maestri e allievi
Jazz article: Due serate al Brussels Jazz Festival 2020
Jazz article: Il debutto di Abelita Mateus: Vivenda - Mixed Feelings

Get more of a good thing!

Our weekly newsletters highlight our top stories, top album reviews, website news, free songs, radio & podcast shows, news, and upcoming jazz events near you.