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Kernel
Sala concerti del Conservatorio - Cuneo - 23 maggio 2008
Grazie allo sforzo organizzativo della scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Cuneo, giunge per la prima volta in Italia Kernel, ensemble elettronico guidato dal poliedrico compositore polacco (francese d’adozione) Kasper T. Toeplitz.
Musicista operante nella terra di confine tra accademia e sperimentazione underground, già collaboratore di artisti come Zbigniew Karkowski, Eliane Radigue e Phill Niblock (solo per citarne alcuni), Toeplitz ha, negli ultimi anni, sviluppato un interesse sempre più marcato per il computer non solo in ambito compositivo ma anche - questo l’aspetto più suggestivo - come vero e proprio strumento necessario all’interpretazione di brani appositamente concepiti.
Kernel è l’esemplificazione concreta di quanto si è appena detto. Concentrati sui rispettivi spartiti, in piedi dinnanzi agli schermi dei laptop - postura che già di per sé evidenzia la “fisicità” della performance - Eryck Abecassis, Wilfried Wendling e lo stesso Toeplitz diffondono nella sala del Conservatorio i suoni sintetizzati in tempo reale di “Kernel # 2”, primo lavoro scritto per l’ensemble dal leader, la cui partitura è liberamente scaricabile.
Senza far uso di campioni, soundfiles o altri materiali precostituiti, ma avvalendosi esclusivamente delle risorse di Max/MSP, di un filtro analogico Sherman e di alcuni MIDI controller (come il pocket fader Doepfer, il BCR 2000 e finanche le interfacce senza fili delle console per videogiochi), i tre esecutori stratificano con accuratezza filamenti elettronici dalla densità e intensità via via crescenti.
La spazializzazione esafonica mette in risalto - più di quanto emerga dall’ascolto del pur ottimo CD autoprodotto per le edizioni Recordings Of Sleaze Art - la complessità dell’intreccio, che nella seconda parte condensa gli statici bordoni in un’autentica tempesta sonora. L’ipnotico flusso “ambient” si trasforma a mano a mano in un parossismo degno della più virulenta “noise music” , scatenato progressivamente su tutti i canali di diffusione, per essere nuovamente assorbito da neutre campiture e sibili culminanti nel silenzio.
Alla chiara direzionalità dinamica di “Kernel 2” si affianca la discontinuità dialettica di "Dust Reconstruction”, nella cui esecuzione sono coinvolti tre studenti del Conservatorio - Gianluca Delfino, Filippo Manzo e Giuseppe Mercuri -, che nei giorni precedenti hanno seguito un workshop tenuto dall’ensemble francese.
Tenendo fede al suo titolo, la composizione lascia emergere dal pulviscolo oggetti sonori dal profilo indefinito: se luce opaca giunge a illuminare - ma solo parzialmente - schegge di rumore sempre più fredde e acuminate come spuntoni di ghiaccio, ecco un improvviso e violento scarto dinamico trascinare l’ascolto in un abisso di frequenze basse percepibile più con il corpo che con le orecchie. Sonorità stridenti processate da Toeplitz si stemperano fra evanescenti movimenti curvilinei, appare una figura accordale, presto dissolta nel vuoto.
Terminata l’esecuzione, i membri di Kernel - intenzionati a commissionare lavori a compositori esterni, come Jean-Claude Eloy e Jean-Claude Risset, ma non necessariamente di estrazione “accademica” - si complimentano con i giovani musicisti italiani, decisamente affascinati da questo incontro, ma non nuovi a esperienze del genere.
Risale, infatti, al 2006 un workshop organizzato presso l’istituto musicale cuneese, con la partecipazione del prestigioso ensemble elettronico californiano “The Hub”, il cui concerto conclusivo è ora immortalato nel cofanetto di tre CD's “Boundary Layer”, omaggio reso dalla Tzadik di John Zorn ai tre decenni di attività del gruppo.
Un bel riconoscimento all’ottimo lavoro svolto nel corso degli anni da Stefano Bassanese e dall’equipe della Scuola di Musica e Nuove Tecnologie.
Visita il sito del Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Cuneo
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