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I nuovi orchestratori - 2: Kyle Saulnier - Rob Mazurek

Angelo Leonardi By

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Parliamo ancora di orchestre e arrangiatori [per leggere la prima puntata di questo approfondimento -clicca qui. Tralasciando per il momento di considerare i contributi più innovativi della scena europea (tra cui spiccano la Vienna Art Orchestra e l'Italian Instabile Orchestra) dopo la stagione del Free la ricerca d'avanguardia statunitense non si è fermata.
Purtroppo le nuove big band hanno avuto vita effimera, non oltre la registrazione di qualche opera discografica. Con la magistrale eccezione di Butch Morris, pur dimostrando alte doti di scrittura e conduzione, i suoi leader hanno privilegiato il lavoro per piccoli organici senza poter operare in modo continuativo. Tra queste figure spiccano soprattutto Wayne Horvitz e Satoko Fujii.

Il primo ha pubblicato all'inizio degli anni novanta The New York Composers Orchestra (New World Records, 1990) e First Program in Standard Time (New World Records, 1992) raccogliendo un'ampia formazione con musicisti dell'area downtown di New York per eseguire sia opere proprie che di Anthony Braxton, Robin Holcomb, Bobby Previte, Marty Ehrlich e altri).
Dal decennio successivo la pianista giapponese ha diretto avventurosi ampi organici: alcuni giapponesi (Double Take, Ewe 2000; Before The Down, Polystar 2003; Zakopane, Libra 2010) e altri statunitensi (The Future in the Past, Enja 2003; Summer Suite, Libra 2008; Eto, Libra 2011; Shiki, Libra 2014).

Per quasi 15 anni, a partire dal 1995, anche il pianista Jason Lindner ha guidato un'eccitante big band (di taglio meno sperimentale clicca qui per ascoltarla) che spicca nei pregevoli Premonition (Concord 2000) e Live at the Jazz Gallery (Anzic 2007). L'occasione era stata offerta da una scrittura allo Small's per una serie di concerti il lunedì sera, sull'esempio di quanto aveva fatto Gil Evans allo Sweet Basil. I numerosi apprezzamenti ricevuti li avevano indotti a continuare. Dell'orchestra hanno fatto parte tra gli altri i sassofonisti Miguel Zenon e Anat Cohen, il trombettista Duane Eubanks, i trombonisti Joe Fiedler e Dana Leong, il bassista Omer Avital.

In quest'articolo ci occupiamo di due bandleader affini per spirito di ricerca ma appartenenti a differenti generazioni e contesti espressivi: Kyle Saulnier e Rob Mazurek. Il primo, è un trentenne che ha inciso il primo disco pochi mesi fa, il secondo ha quasi cinquant'anni, non è solo un orchestratore ma ha ottenuto i massimi riconoscimenti di recente guidando l'Exploding Star Orchestra.

Kyle Saulnier & The Awakening Orchestra

Nato a Cheshire in Connecticut, Kyle Saulnier evidenzia nel cognome le origini francesi della famiglia paterna originaria dalla Nova Scotia, una delle provincie canadesi sull'oceano atlantico. Nella sua formazione, il biennio di studi classici alla Furman University (1998-2000), preludono a due Bachelor's Degree al Berklee College of Music (in Jazz Composition e Music Business & Management) e un Master's Degree in Jazz Composition alla Manhattan School of Music. Tra i suoi insegnanti ricordiamo Michael Abene, Dave Liebman, Michael Patterson, Phil Wilson e Mark Kilstofte ma c'è un'influenza indiretta di un arrangiatore che si rivela determinante nella sua produzione orchestrale. Parliamo di Tom Pierson, un bandleader e compositore quanto mai versatile (anche di colonne sonore per film di Woody Allen e Robert Altman) che incise sporadicamente qualche lavoro orchestrale. Uno dei pochi che lo stimava era Gil Evans che ne parlò come "il massimo compositore ignorato che conosco."
In particolare è il suo disco del 1990, l'oscuro Planet of Tears, a influenzare profondamente il giovane Kyle che in una recente intervista lo ricorda come "una rivelazione." Lo colpivano soprattutto l'opulenza sonora, la forte presenza ritmica e l'uso esasperato dei contrasti timbrici che diventeranno uno dei tratti centrali del suo stile.

Già docente alla Quinnipiac University, dal punto di vista strumentale Saulnier spazia in tutta la famiglia dei sassofoni (in particolare il baritono), con occasionale uso del basso come componente del Russ Kaplan ensemble, del gruppo Alice e in collaborazione con la cantante e pianista Sasha Papernik. In qualità di compositore ha scritto partiture per la Louisiana Philharmonic Orchestra ma negli ultimi sei/sette anni ha privilegiato il lavoro con l'Awakening Orchestra, una band di 20 elementi, che ha presentato in occasionali uscite al Tea Lounge (clicca qui per ascoltarla ) e in altri locali di New York.

This Is Not The Answer

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